Outing

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Mi drogo.

Francesco Rezzadore

P.S.

Ho cominciato da qualche ora dopo aver ascoltato il Sottosegretario Giovanardi alla radio: Davvero stupefacente!

LIBIA O NAMIBIA…

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Oggi, 23/02/2011 poche ore fa.

«Prendiamo atto con grande piacere che il vento della democrazia é soffiato in Libiai; tanti giovani vogliono entrare nella modernità e armati del loro coraggio e di internet hanno dato via ai sommovimenti.»

Silvio B.

Noi invece prendiamo atto che chi si è compromesso in maniera ridicola con un despota schizofrenico non ha fatto altro che recare un danno irreversibile al paese che governa. Ieri a Malta dissidenti libici hanno bruciato la bandiera italiana, gli stessi che, se riusciranno a destituire il Rais e prenderne il posto,  guarderanno all’Italia con  “iimmutata simpatia”.

Prendiamo inoltre atto del surreale pragmatismo (Libia o Namibia  la sinistra ha solo invidia) con il quale si pretende di gestire le politiche internazionali.

Complimenti.

Ex banana

LIBIA = SPAGNA

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Maggio 2009

«Io in Libia ci sono stato mezza giornata soltanto l’altro giorno – ha affermato La Russa – e ho visto un Paese assolutamente civile, di livello più avanzato rispetto a molti Paesi africani. Io se fossi uno che ha il diritto di chiedere l’asilo, credo che in Libia mi troverei in una condizione non molto diversa di tanti altri Paesi europei. Mi sentirei meno garantito che in Italia, ma ugualmente garantito forse come se fossi in Spagna»

Ho ascoltato queste parole alla radio tornando dal lavoro: Radio 24 “La Zanzara” . Potete riascoltarle in podcast all’inizio della trasmissione, oppure ascoltare e vedere qui:

http://video.corriere.it/quando-russa-diceva-la-libia-come-spagna/0b245b00-3ea0-11e0-a025-f4888ad76c86

La prima cosa che mi è venuta in mente è stata la precisa definizione che in due parole ha dato il Cardinale Bagnasco dello stato delle cose in Italia: “DISATRO ANTROPOLOGICO”.

Indipendentemente dalla persona che tale definizione ha utilizzato e dalla posizione che ricopre e indipendentemente dal contesto e dal riferimento, mi pare che niente di più esatto si possa dire per fotografare la situazione italiana.

Se le parole avessero ancora un senso in questo paese sbranato, se la dignità avesse dimora in questo paese stuprato, se la vergogna non fosse svanita in questo paese offeso e ferito, se, appunto, il DISASTRO ANTROPOLOGICO non si fosse compiuto in questo paese perduto, non vedo come si potrebbe accettare una simile ipocrisia e presa per il culo.

Come si può accettare in nome del business qualsiasi compromesso, baciare mani assassine, inginocchiarsi di fronte a cotanta merda constringendosi ciechi?

A quando la festa per il primo anniversario del trattato Italia-Cartello di Medellin?

Più coca meno suv.

Francesco

 

 

GEMELLINE SCOMPARSE…perchè i padri separati devono condividere SOLO le responsabilità ed il mantenimento???

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Mi sono sempre chiesto, da esperto “giallista” se quella di Mathias Sheps non fosse una VENDETTA nei confronti della moglie, vendetta che consisterebbe quindi nel farle creder alla morte delle sue piccole fanciulle, mentre queste invece sono ancora vive. Ancora oggi non mi sento di escludere che il padre, abbia affidato le due bimbe alle cure di qualcuno, magari della fantomatica donna che compare con lui in alcune foto. Magari questa era talmente innamorata del padre suicida o talmente morbosamente vogliosa di tenere le bambine per sè, da ignorare il rischio di essere accusata di rapimento..
Al giorno d’oggi, tutto è possibile.
No quello che mi premeva, era di analizzare, come faccio nel la stesura dei miei racconti, la personalità di questo padre cativo che magari, se le bambine fossero come spero ancora vive, visto sotto una certa luce, così cattivo non era.
Mettiamoci per un attimo nei panni di un giovane padre, che adora le sue bambine e che di punto in bianco, se le vede sottratte dalla donna che amava e con la quale le ha concepite.
Non voglio dilungarmi in voli pindarici ed opinioni personali, ma vi riporto il parere postato stamani su Facebook da unmio amiico che ha vissuto e sta ancora vivendo, la stessa situazione di Matthias e che scrive:” LA NEGAZIONE DEL RUOLO GENITORIALE IN SEDE GIUDIZIARIA E’ LA PRINCIPALE CAUSA DEI TRAGICI FATTI CHE RIGUARDANO LE SEPARAZIONI. . Nessuno giustifica nessuno, ; si tratta solo di capire una volta per tutte che le leggi che in Italia regolano la cosa, vanno rivedute e corrette. Se si vuol fare finta di niente invece si tenga almeno conto che LA NEGAZIONE DEL RUOLO GENITORIALE è un evento traumatico e che ignorandolo non si eviteranno eventuali futuri drammi.”
Ci agiungo di mio che questo mio amico è stato quasi ridotto sul lastrico dalle continue pretese della ex moglie e dal suo usare le visite ai figli come armi di ricatto.
Meditate gente… meditate!

EMERGENZA LAMPEDUSA – Qui Prodest?

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Continuano gli sbarchi di clandestini sulle coste dell’isola siciliana.
Il ministro degli interni tuona che SE L’EUROPA NON CI AIUTERA’ APPLICHEREMO LE NOSTRE LEGGI SUL RIMPATRIO.
Al settimanale “Terra”, gli abitanti di Lampedusa mettono una grossa “pulce nell’orecchio” facendo notare come tra gli immigrati arrivati non vi siano al contrario delle altre volte, donne e bambini e come, viceversa, tutti coloro che sono arrivati con questa “ondata”, siano quasi tutti giovani uomini, vestiti bene, con il cellulare e per nulla o quasi deperiti dal viaggio d una giovane donna incontrata in tabaccheria, che spiegazione mi trova?
La vecchia teoria Freudiana dell’”invidia del pene” secondo la quale quindi, il razzismo anti-sbarco ha una matrice prettamente maschile perchè gli immigrati dal nord africa hanno grossi membri (con tasnto di gesto esplicativo) che alle donne italiane possono solo fare piacere!!!!
A voi ogni commento, divertitevi

Colpa della magistratura o della sfera di cristallo?

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«Chi non capisce» che l’amicizia fra Libia e Italia è «a vantaggio di tutti, appartiene al passato ed è prigioniero di schemi superati, noi invece vogliamo guardare al futuro»

Silvio B.

——-

Dai libri di storia…..

http://foto.ilsole24ore.com/SoleOnLine5/Notizie/Italia/2010/le-hostess-di-gheddafi/le-hostess-di-gheddafi_fotogallery.php

….per chi ha poca memoria e fede incrollabile nel miglior capo di governo del mondo.

BENIGNI A 250MILA EURO E’ LECITO?

Società 48 Commenti »

I 250 mila euro dati a Benigni per 40 minuti di monologo a SanRemo sono da considerare una rapina? Uno schiaffo alla povertà?

Vorrei porvi cari colleghi e  colleghe questa domanda perchè è anche notizia da prima pagina di molti Tg italici.

E se è adeguata ed etica, ma è la seconda domanda, perchè non lo è ( se non lo è) quella di Marchionne, tantopiù rapportata all’operaio Fiat da 1000 €?

Per non parlare dei calciatori e degli atleti di primo piano.

Esagero e concludo con l’ultima domanda: comunque è legittimo che questa critica e indignazione sul cachet di Benigni la cavalchino soprattutto i politici, in questo caso di maggioranza?

iniziative di solidarieta’ promosse dal settore del credito

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a chi fosse sfuggito, sul portale aziendale in basso a destra e’ uscita questa comunicazione:

Iniziative di solidarieta’ promosse dal settore del Credito – Contributo annuale
Le Organizzazioni Sindacali e l’Associazione Bancaria Italiana attraverso il Fondo nazionale del settore Credito per Progetti di Solidarietà (Fondo Prosolidar), da tempo realizzano importanti interventi umanitari, visionabili liberamente accedendo al sito www.prosolidar.eu.

 

Il finanziamento delle iniziative solidali avviene, in applicazione di quanto previsto nell’appendice 7 al CCNL 8.12.2007, attraverso sia il contributo dei lavoratori dipendenti aderenti a Prosolidar – in misura attualmente di € 6,00 annui pro capite – sia il contributo aziendale sempre in misura attualmente di € 6,00 per ogni lavoratore aderente.
 
Come concordato tra le Organizzazioni Sindacali e l’ABI, nessun adempimento è richiesto d’ora in avanti per chi desidera contribuire alle iniziative solidali del settore, in quanto la contribuzione è automaticamente attivata a meno di intervenuta dichiarazione individuale di dissociazione. Conseguentemente si procederà a trattenere per ciascun dipendente in servizio, in sede di elaborazione della retribuzione di febbraio 2011, il contributo citato riferito all’anno 2010 e a versarlo, aggiungendovi il contributo aziendale di pari importo, a favore del Fondo medesimo, per poi ricadenziarsi, dall’anno di competenza 2011, sulla tredicesima mensilità di ciascun anno.
 
Ancorché sia auspicabile la quanto più ampia contribuzione possibile alle iniziative solidali e umanitarie realizzate dal Fondo medesimo creato e gestito dalle Organizzazioni Sindacali e dall’ABI, si informa che qualora il singolo dipendente intenda invece non contribuire, in vista della trattenuta contributiva prevista a febbraio 2011, il medesimo potrà manifestare entro il 21 FEBBRAIO 2011 la propria scelta di dissociazione dall’iniziativa solidale, attivando la procedura disponibile sul Portale Aziendale (Area Risorse Umane -> Personale Web -> Donazioni -> Iniziative di solidarietà promosse dal settore del Credito).
 
Ciò eviterà la contribuzione sopra indicata a carico del lavoratore, facendo peraltro venir meno anche quella integrativa di pari importo a carico dell’azienda. Tale procedura rimarrà operativa anche successivamente alla predetta data, per chi deciderà di dissociarsi per le future contribuzioni previste in concomitanza con l’erogazione della tredicesima mensilità di ciascun anno.
 
************************
 
premesso che il fondo mi pare buona cosa (sostiene tra gli altri anche emergency) e che mi pare interessante il fatto che per ogni 6 euro versato da un dipendente, la banca ne debba versare altrettanti, non sarebbe stato meglio diffondere in modo piu’ capillare la circolare? magari con una mail a tutti colleghi (come del resto si e’ sempre fatto)?
 
in questo modo, visto che vige la regola del silenzio/assenso, sembra quasi che si sia voluto evitare di far sapere la cosa…
 
 

Bei tempi

La taverna dei malfattori 36 Commenti »

Sconclusionata prolusione ieri alla taverna dei cattivi nostalgici da parte del noto tizio, non appena si era ripreso dalla consueta mezz’oretta di coma etilico:

Bei tempi quando c’era Berlusconi. Bei tempi quando c’era quel formidabile catalizzatore di masse, pronte a scendere in piazza non appena si ravvisasse lo spiraglio per la ‘spallata’, poiché quello era il nostro sogno. Non molto diverso dai sogni somministrati dal berlusconismo. Sogni adolescenziali, mediocri; la moto, la figa, l’auto, soldi, carriera: cazzate alla portata di tutti. Sogni piccolo borghesi, impartiti e impressi nelle nostre menti da trenta anni di tv commerciale, di cinematografia americana alla M.J. Fox, sedimentati, anzi bloccati come dal telecomando di mysky , congelati, ibernati dai primi anni ottanta. Bei tempi di merda quando c’era Berlusconi. Ho avuto vent’anni. Non permetterò a nessuno di dire che questa è la più bella età della vita. Ora cambia tutto. Via il Cinghialone, via il Divo , via il Papi. E ora che abbiamo cacciato via tutti, che aspettiamo il ritorno dei veri buoni genitori, non riusciamo a renderci conto che non arriverà nessuno, perché i genitori ora siamo noi (D.F.W.). Volevamo la novità vera, l’esperienza forte, inaudita, eccola: tocca a noi. Tocca uscire dalla minorità kantiana, non agitando Kant come fanno Eco e Ferrara facendone a loro volta un ulteriore feticcio, ma prendendo coscienza della forza delle masse, come fanno i proletari tunisini e egiziani.
Tuttavia qui da noi c’è ancora chi difende il liberismo, chi auspica una ‘scossa’, una ‘frustata’ all’economia per farla galoppare verso la crescita, la crescita, la crescita. Bisogna proprio leggere la realtà con gli occhiali del 1981 e non del 2011 per non arrendersi all’evidenza empirica di un tempo devastato e vile determinato dalle politiche economiche reaganiane e thatcheriane. Favole alle quali non crede più nessuno, ma si fa finta di avallare per timore del fantasma evocato da Ferrara: la patrimoniale. C’è ancora chi ha il coraggio, direi la protervia, di spiegarci che la ricchezza prima si crea, e poi si distribuisce … (quando si distribuisce? ditemi quando? QUANDO?!). La risposta è: ora.
Non temete, non veniamo a tassarvi il patrimonio: veniamo a farvelo sparire. I ricchi non devono piangere: i ricchi devono sparire dalla faccia della terra, come i poveri. Questo è il sogno.
La maturità è tutto. La maturità genera il sogno che si colloca al di là della linea d’ombra conradiana. Là dove non vale più la logica egoistica, ripiegata sul tornaconto personale, la logica della cifra (quanto? quanto costa, quanto guadagno?); quella logica adolescenziale, immatura, superficiale (che mette il denaro, in fondo in fondo, sopra ogni altra cosa) così diffusa e ben spiegata da S. Weil: il denaro vince facilmente ogni altro movente perché richiede uno sforzo di attenzione molto meno grande. Nessuna altra cosa è chiara e semplice come una cifra.
Il sogno per adulti è altro.

IL SIGNIFICATO DI “ECONOMIA” SPIEGATO AI BIMBI

Argomenti vari 771 Commenti »

In fin dei conti siamo un blog di bancari, qualcuno prima o poi doveva, anche indirettamente, spiegarcelo il significato di Economia.

imsis210-042L’altro giorno il mio nipotino Alan, che frequenta la quarta elementare, mi ha chiesto aiuto per il seguente temino : ” Spiega ai tuoi amichetti il significato della parola economia “.
Sinceramente la parola ” Economia ” in quarta elementare non mi ha stupito più di tanto, la parola ” Amichetti ” invece sì visto che la classe, oltre ad annoverare scippatori in erba e apprendisti borseggiatori, si è resa protagonista di un tentativo di stupro di gruppo ai danni della suora di catechismo.
Ma lasciamo perdere questa storia.
La parola ” Economia “,caro Alan,… ma andiamo per ordine…
Dicesi economia l’arte di far rimanere poveri quelli che si sacrificano per far esistere i ricchi.
Per esempio nel 2011 chi è povero rimarrà povero a meno di una grandiosa botta di culo tipo super enalotto o eredità di zio lontanissimo.
La differenza fra i poveri del primo/secondo mondo e quelli del terzo mondo è la disponibilità di beni e il clima.
I ” nostri poveri ” sono molto meno poveri di quelli del terzo mondo.
I nostri poveri sono “poveri relativi” e cioè soggetti a rate , leasing , prestiti e finanziamenti.
I ” poveri assoluti “, ovvero quelli del terzo mondo, sono soggetti solo ad una gran fame.
Ma vediamo le differenze.
Il terzo mondo serve agli altri due mondi per essere quello che sono.
Infatti ai primi mondi fa assai comodo che nel terzo muoiano di fame o al limite si corchino con la mazzella dalla mattina alla sera.
Quando in Rwanda all’improvviso cominciarono a importare misteriosamente mazzarocche e mannaie, qualcuno delle nazioni unite disse agli USA : ” Guardate che lì si stanno per fare a pezzetti piccoli piccoli fra parenti e vicini di casa! “.
Gli USA allora fecero subito una canzone per raccogliere fondi, una bella organizzazione umanitaria e uno strillaccio tipo ” Mannaggia al diavoletto che vi fa litigare! “.
Il risultato fu che i Rwandesi, così come i nigeriani, e tre quarti degli africani, si decimarono fra loro facilitando lo sfruttamento della loro terra da parte di trafficanti e banche, ovvero il potere economico.

Adesso i superstiti di questa bella bravata, oltre ad avere una fame atroce, c’hanno pure gli arti mozzati e dondolano come matrioske.
Sappi inoltre, cucciolo adorato, che le banche, che sono quelle che girano intorno a te e quando meno te l’aspetti te lo appizzano, sono molto amiche dell’uomo.
Loro concedono prestiti.
Li concedono solo a chi deve comprare un tv a settemila pollici, lo smartphone planetario e la macchina un po’ veloce.
Per mangiare o far studiare i figli ci sono gli strozzini ad un tasso leggermente inferiore.
La differenza è che le banche ti danno i soldi solo se offri delle garanzie, ovvero se sei proprietario di qualcosa che poi ti levano appena sgarri.
Invece gli strozzini ti danno i soldi a patto che tu sia proprietario di arti da spezzare o parenti da fare ” julienne ” se non saldi il debito.
La banca ti si ciuccia tutto con grazia e disinvoltura, girando sempre intorno a te.

Gli strozzini sono di grande volgaritè e non hanno un ufficio a vetri con opuscoli ordinatissimi e caramelle gelatinose.
Spero che adesso, caro bimbo mio, tu ti sia fatto una piccola idea.
Dì comunque ai tuoi amichetti di stare tranquilli perchè è interesse di tutti che noi si abbia sempre una piccola possibilità di acquistare qualche irrinunciabile bene di lusso.
Per quanto riguarda il terzo mondo inoltre ho ottime notizie.
Sappi che basterebbe donare TUTTI l’uno per mille per dare un po’ di sollievo ai poveri ” Assoluti “.
In Italia purtroppo ci siamo già impegnati con la chiesa cattolica,che ne ha tanto bisogno, ma l’Europa intanto mi risulta libera.
Il problema è che se diamo loro da mangiare loro riprendono le forze e prima o poi si incazzano, invece così non gliela fanno manco a stare in piedi.
Credo che l’ ” Economia ” abbia deciso così.
Comunque so che l’America sta preparando un cd bellissimo!

La bella notizia qual’è dunque?
La bella notizia è che l’economia è ciclica, come la banca che gira intorno a te.
E gira che te rigira dicono gli economisti americani ” The cucumber always goes back to the greengrocer “.
E, nipote adorato, nel caso voi abbiate già murato viva la professoressa di inglese, sappi che
” Cucumber ” vuol dire cetriolo e ” Greengrocer ” vuol dire ortolano.

fonte: la sora cesira

se non ora quando?… a Bergamo

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giro anche qui l’appello per la partecipazione alla manifestazione di domenica
13/2:

“SE NON ORA QUANDO?… a Bergamo

Appello per la dignità della donne, della democrazia e del Paese
Di fronte allo squallore delle notizie che ogni giorno ci vengono comunicate sulle vicende berlusconiane, di fronte allo sconforto che ne nasce, noi donne di Bergamo, che tanto ci siamo battute e ci battiamo per la libertà, l’autodeterminazione femminile, non possiamo accettare che la ricca e varia esperienza di vita delle donne italiane sia cancellata dalla ripetuta, indecente, ostentata rappresentazione delle donne come oggetto di scambio sessuale.
Non possiamo accettare “burqa” e “veline”: due facce della stessa medaglia.
È anche arrivato il momento per noi di dire che non siamo responsabili tutte allo stesso modo della rappresentazione del nostro genere. Non ci rappresentano perciò quelle giovani donne (una esigua minoranza, per fortuna) che imboccano come nulla fosse, scorciatoie per fare carriera a scapito di quante, con impegno e con rigore, si fanno carico della propria vita, anche se è doloroso assistere allo sperpero e alla totale mancanza di considerazione del loro corpo.
E non rappresentano nemmeno gli uomini che ci vivono accanto, quei vecchi obbligati ad acquistare compagnia e favori sessuali o quei padri e fratelli che spingono al massimo guadagno, ad ogni costo.
C’è un doppio rischio in cui non vogliamo incorrere: “la cretinizzazione” delle donne, della democrazia, della politica stessa, ma anche il riemergere di giudizi e costumi moralistici, che non certo vanno a favore della libertà delle donne, così faticosamente conquistata.
Ci rivolgiamo alle donne della nostra città e della nostra provincia, perché insieme a noi e alle altre donne italiane alzino la voce per riaffermare la loro autonomia , la loro dignità e quella del nostro Paese.
Chiediamo a tutte le donne, ma anche a tutti quegli uomini, alla società civile e politica, che non si riconoscono nel “modello berlusconiano” e “nella propria casa tutto è lecito” di essere presenti : Continua con la lettura »

MA E’ TUTTO QUI IL FEDERALISMO LEGHISTA?

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Ho bisogno di aiuto perché il tema è importante.
I decreti attuativi sul federalismo che in questi giorni sono balzati alle cronache sgomitando almeno un poco tra intercettazioni e videomessaggi presidenziali non mi sono chiari. Oppure lo sono troppo.

Semplificando, lo scopo del federalismo fiscale è creare e dotarsi di un impianto, di norme e criteri per poter così stabilire, determinare, la regola di proporzionalità diretta fra quante tasse si pagano in un posto e quanto di queste si utilizzano per migliorare la qualità e i servizi dello stesso.

Ho bisogno di aiuto perché in questo federalismo, approvato nel suo percorso già dal 2001 con la Riforma del Titolo V della Costituzione e con la successiva Legge 42 del 5 maggio 2009, qualcosa mi sfugge. Troppo.
Non capisco litigi, veti, chiacchiere, continue trascrizioni e modifiche.

Leggendo il decreto Calderoli e cercando in internet la versione più aggiornata dei vari decreti attuativi, mi viene naturale chiedere: Ma è tutto qui il federalismo?
E’ questa cosa qui che ci zavorra da oltre dieci anni (20?), ci rende immobili sulle vere riforme e sul concreto sostegno ai cittadini, alle famiglie e all’economia reale?

Ma sono stati letti i decreti attuativi sul federalismo municipale illustrati da Calderoli in questi giorni? Sono desolanti. Sconfortanti!
Anni e anni, lustri e lustri di barricate, lotte, odi razziali, per modificare il nome all’ICI e farla diventare IMU, l’imposta unica municipale?
Anni e anni, lustri e lustri di esperti, saggi e pure Bossi e Calderoli, per pensare ad un nuovo balzello da aggiungere ai cittadini e cioè l’ulteriore tassa sul turismo?
Anni e anni, lustri e lustri per riconoscere due punti percentuali dell’Irpef ai territori locali?
E’ tutto qui questo frastuono?
Aiutatemi a capire se alla fine, come mi sembra, la montagna ha partorito, sta partorendo, il topolino. Continua con la lettura »

Lettera aperta a Giulio Mozzi

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Egregio Giulio Mozzi, è un po’ che frequento il suo sito letterario vibrisse e pochi mesi fa (diciamo quattro) mi sono deciso a raccogliere l’invito ivi contenuto inviando alla sua attenzione una raccolta di miei racconti, edita a cura e spese del centro Karaoke (o un nome del genere). Si trattava in definitiva dei miei peggiori racconti mai scritti ché, va senza dire, i migliori li tengo per me. È con sollievo che arguisco, trascorso questo ragionevole lasso di tempo, che ormai non mi risponderà più. Ha fatto bene a non rispondere o, peggio, a propormi un colloquio vis à vis, come leggo è solito fare con scrittori e scrittrici che ritiene “interessanti”. Del resto, non comprenderei la necessità di conoscermi personalmente. Come diceva Wilde, di solito chi scrive cose interessanti non è poi una persona interessante (ammesso che scriva cose interessanti). Le garantisco che non si è perso nulla: sono una persona affatto interessante e avrei avuto assai poco da dirle. Se mi avesse prospettato poi un futuro di scrittore, di quelli che vanno in giro a parlare in pubblico per promuovere la loro opera … beh, questa prospettiva mi avrebbe ripugnato. Detesto apparire in pubblico di persona, quasi quanto apparire col mio vero nome, tanto che sovente ricorro a svariati pseudonimi. Pensi che non vado nemmeno più a ritirare i premi relativi ai concorsi letterari per timore di dover ringraziare pubblicamente la giuria e dover dire “due o tre cose di me” alla platea lì convenuta. Ricordo ancora di quella volta quando potei leggere nello sguardo del presidente di una giuria (Binaghi mi pare fosse) dapprima la delusione, e poi il giusto disprezzo nei confronti della pochezza della mia persona. Se mi sono impappinato davanti a un Binaghi, figuriamoci al cospetto di un Mozzi. No guardi, mi spiace, non se ne parla proprio.
Tanto dovevo e mi è gradita l’occasione per porgere distinti salumi.

Con immutata stima
Pococurante
alias
Gustavo Schianchi
alias
Kraus Davi
alias
Massimo Bagnato (su Fb)

Viagra e monetine

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Volavano pastiglie di viagra come fossero monetine.

Le pastiglie blu contro l’auto blu bloccata dalla folla senza più freni  parevano una tempesta  e non c’era neanche un albero dove cercare riparo.

Poi una retromarcia improvvisa, uno zig ed uno zag e la grossa berlina riuscì a divincolarsi da quel polipo umano un poco tunisino, un poco egiziano, parecchio italiano.

Le grida piano, piano si silenziarono ed il “Porco, porco!” lasciò il passo al chiacchiericcio dei molti per poi diventare silenzio e penombra nella quale qualcuno si nascondeva per raccogliere discretamente le pillole blu rimaste sull’asfalto.

Nel frattempo Antigua si popolò di parecchi italiani che allo scudo preferirono intelligentemente un futuro inevitabile ed un comodo esilio.

Passarono più di vent’ anni da quella sera , il fuggitivo non raggiunse i 120 anni di vita che aveva promesso ai suoi sudditi nonostante questi ultimi si lucidassero come l’unto e si abbronzassero come asfaltatori di strade.

Anzi, parecchi morirono intorno all’età in cui anche gli uomini muoiono, senza purtroppo trarre utile esperienza per loro stessi e soprattutto per quelli che vennero dopo,  i quali,  senza aver mai vissuto il tempo in cui visse il “Martire Miliardario”, gli dedicarono una piazza a Milano:

PIAZZA MARTIRI DELLA MILIARDITA’


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