TU CHIAMALE SE VUOI ….EMOZIONI

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Ho visto cose che voi umani potete solo immaginarvi.
Ho visto ragionieri di mezz’età, giocare con i coriandoli e piangere come bambini, ho visto
bambini entusiasti mescolarsi ad una festa “da grandi, ho visto una Società Sportiva seria ed oculata, gestire un grande GRUPPO.
ho visto 13 belle ragazze, farsi il mazzo giorno dopo giorno, due volte al giorno in palestra, e giungere alla meritata fama, senza scendere a compromessi e senza “darla via”; ho visto un giovane uomo, “insignificante” e depresso, diventare un leader; ho visto una squadra, “polverizzare” ogni record sportivo e vincere, un campionato con ben 4 partite di anticipo; ho visto lacrime, sorrisi, abbracci, baci, bottiglie di spumante versate e bevute; ho visto i sacrifici e l’impegno, profusi dalle mie amiche che piano piano, partita dopo partita, componevano il puzzle della vittoria; ho visto una città intera, pulsare come un unico grande cuore alla ricerca del successo; ho visto il successo, una volta tanto, premiare chi se lo merita e non chi fa vedere il culo e le tette; ho visto belle ragazze piangere di gioia, ebbre di vino e di adrenalina; in una sola parola… Ho vissuto la festa promozione del CARIPARMA SIGRADE VOLLEY.
Lo so cari colleghi che non vi interessa, ma sono ancora talmente vive l tante emozioni che ho vissuto domenica che non posso non testimoniarle anche a voi. Eppoi è un mondo così leale, sincero, pulito, umano, che credo faccia bene un po’ anche a voi leggerne le emozioni salienti.
La più bella delle quali, gli occhi lucidi della mia amica ANNA GRIZZO, di cui vi allego una foto con il sottoscritto, scattata subito dopo l’assedio di alcune piccole fans bramose di un autografo e lei che emozionata, perchè militata fino a 3 anni fa in B1, anno scorso riserva a Pavia e quest’anno un po’ meno riserva qua a Parma, non se la filava nessuno, mi rivela la sua stupita e dolce emozione nell’essere additata da quelle bambine come un’eroina da imitare!
Ciao a tutti.

GHEDDAFI E I SOLDI DELLA LEGA. ALLA LEGA

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da Cado in piedi

I SOLDI DI GHEDDAFI E LA LEGA 

 

di Luigi Grimaldi – 27 Marzo 2011

Oggi Bossi prende le distanze dal colonnello libico. Ma alcune inchieste non lasciano dubbi. La Lega gli chiese aiuto per la secessione, per sgretolare l’unità d’Italia

La Lega Nord ha chiesto l’aiuto di Gheddafi per finanziare la secessione. Il caso è scoppiato dopo che, durante un’intervista rilasciata dal colonnello ad una Tv francese, era emerso che fra Gheddafi e Bossi sarebbe intercorsa una trattativa per un aiuto a sostegno della secessione della Padania dal resto dell’Italia: «Mi chiese soldi per finanziare la secessione della Padania». Ma Umberto Bossi, lo scorso 9 marzo, ha affermato che la Lega Nord non ha mai ricevuto aiuti da parte di Gheddafi, sia sotto forma di armi sia di altro per la secessione e ha smentito subito tutto, dicendo che le armi si fabbricano in Lombardia. Strana smentita.

Peccato per lui che già negli anni ’90 i carabinieri avessero già scoperto tutto. Secondo le risultanze istruttorie dell’inchiesta “Cheque to Cheque”, della Procura di Torre Annunziata, risalente alla fine degli anni ’90, è stato attivato un canale di finanziamento della Lega che, passando dalla Libia alla Russia, e dalla Russia alla Slovenia, finiva proprio in casseforti padane.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri il sostenitore di un progetto mirante alla frantumazione del vecchio continente in miriadi di piccoli staterelli locali, nati da spinte nazionaliste o da spinte autonomistiche, sarebbe stato tra gli altri il leader nazionalista russo Vladimir Zhirinovskji. Numerosi testimoni provenienti dalla ex Jugoslavia hanno rilasciato testimonianze che garantiscono «in maniera indiscutibile l’autenticità del giro d’affari tra un certo Nicholas Oman (trafficante d’armi e nazionalista sloveno nda ) e Zhirinovskji». 

I carabieri danno poi conto anche di documenti riservati che hanno confermato l’esistenza, nei programmi di Zhirinovskji, di un progetto. Quale? Quello di «favorire ovunque movimenti nazionalisti e autonomisti, indipendentemente dal loro orientamento ufficiale filo o anti-russo, in modo da accelerare processi disgregativi che, in qualche modo, avrebbero favorito poi nuove forme di aggregazione».?Ed ecco il punto: «Il Colonnello Gheddafi risulta essere stato tra i principali sponsorizzatori e promotori delle campagne e dell’ascesa politica dello stesso Vladimir Zhirinovskji» hanno scritto i carabinieri di “Cheque to Cheque”. In sentesi, secondo le indagini dei Carabinieri il Colonnello Gheddafi, per il tramite del nazionalista russo e dei nazionalisti sloveni avrebbe concesso, di fatto gratuitamente, sostegno a «gruppi a carattere secessionista e indipendentista che operano nel nostro Paese».

Ora il fatto interessante è che dalle indagini di “Cheque to Cheque” sono emersi, scrivono gli investigatori, «numerosi riscontri che legavano alcune parti del movimento di Bossi proprio ai nazionalisti sloveni. Questi ultimi erano, del resto, come si è visto attraverso la figura di Oman, strettamente legati a Vladimir Zhirinovskji e ai nazionalisti russi», un circuito finanziato con i “dinari” di Gheddafi. Il leader nazionlista russo dal canto suo ha sempre perorato la causa della lega e dell’indipendenza padana al punto che Roberto Maroni, all’epoca capo del governo padano, l’aveva invitato “come osservatore internazionale” alle elezioni “padane” del 26 ottobre 1997 per il primo parlamento della Padania. Perché? Perché “le affermazioni di Zhirinovski – ha detto Maroni – sono importanti. Finalmente, la comunità internazionale si è accorta che esiste la Padania e questo non può che confortarci e farci continuare con determinazione lungo la strada intrapresa”.

Oggi Bossi smentisce tutto e cerca di prendere le distanze da Gheddafi mentre il segretario del Partito Nazional democratico russo, Vladimir Zhirinovsky, offre ospitalità e rifugio a Mosca al leader libico Muammar Gheddafi. Nonostante tutto ciò e la stampa italiana, invece di gettarsi sulle tracce di Cheque to Cheque attenendosi alla verifica delle parole di Gheddafi, spettegola di una delegazione di camicie verdi, da barzelletta, che negli anni novanta fu spedita in Libia a caccia di finanziamenti per acquistare il quotidiano milanese “Il Giorno” chiedendo al Colonnello libico la bellezza di 300 miliardi di lire in cambio dell’appoggio leghista contro l’embargo della Libia. In sostanza a fronte del fatto che un partito rappresentato in parlamento e nel governo abbia chiesto finanziamenti ad uno stato estero per sgretolare l’unità nazionale (in favore di potenzialmente devastanti interessi stranieri), molti si sono attivati per ridimensionare il caso, gravissimo se vero, relegandolo alla richiesta di un semplice finanziamento per un investimento in campo editoriale. Dalla magistratura nessuna iniziativa. E tutto finisce qui. Siamo un ben strano Paese.

MA NOOO MA DAI MA SCANTATEVIIIIIII!

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” Vip, Nobili ed Imprenditori, truffati per milioni di Euro,
da falsi Broker che promettevano guadagni oltre al 10%!”
Questa la notizia che correva veloce in rete e nelle televisioni ieri sera.
Ora: sorvolando sulla cupidigia di gente come MASSIMO RANIERI o SAMANTHA DE GRENET ed altri che di soldi già ne hanno una o due carrettate e ne vogliono ancora di più al punto da abboccare come delle trote stupide a cercte esche.
Com’è possibile, mi chiedo io che un Broker, finto o vero che sia, riesca a mettere in piedi una truffa di questo genere?
Com’è possibile che dopo i vari Crack PARMALAT, ARGENTINA, CIRIO eccetera, ci sia ancora gente che crede al 10% di rendimento???? Ma allora se la vanno a cercare l’inculata???
Domani provo a promettere la Luna in cambio di 5000 Euro, magari qualche tonto lo trovo anche io!

Il circolo vizioso

La taverna dei malfattori 72 Commenti »

Prevedibile serata ieri alla taverna dei cattivi pacifisti, dove il noto tizio non ha nemmeno avuto bisogno di bere un cicchetto per esprimere un semplice concetto:

Penso che da cittadini occidentali dovremmo finirla di sostenere i nostri governi, non certo col voto, ma anche con il consenso di massima strappato sull’onda dell’emergenza allorquando ci vediamo ‘costretti’ a bombardare, con il generale americano Prosciutto (sembra di stare in Catch 22) che con involontario umorismo dichiara che si cercherà di ridurre il numero di vittime civili. E’ ora di finirla di alimentare questo circolo vizioso; di sopportare questi governi che giocano all’apprendista stregone, alleandosi e allevandosi serpi in seno come Bin Laden, Saddam, Gheddafi per poi scaricarli e rinnegarli quando ne perdono il controllo.
Capirei se dicessero “scusate, abbiamo sbagliato ad appoggiare, finanziare, armare tiranni sanguinari per sostenere l’assurdo, grottesco, parossistico stile di vita occidentale. Adesso che la cacca è uscita dal cavallo cerchiamo con ogni strumento che abbiamo a disposizione, compreso la forza, di rimetterla dentro. Ma appena rimediato ci leviamo di mezzo, talmente gravi sono stati i nostri errori strategici sotto il profilo politico, storico, umano.”
Tuttavia tutto ciò non solo non sfiora le loro testoline, ma pretendono pure di rafforzare il loro potere chiedendo che venga loro riconosciuto il merito di aver domato l’incendio che essi stessi hanno appiccato (e manco ci riescono: vedi Iraq, Afghanistan).
Certo, non bisogna avere paura di sporcarsi la coscienza sostenendo il ricorso alla forza, quando è necessario. Tutto sta a vedere nei confronti di chi e perché, per che cosa.
In definitiva, ci troviamo di fronte a un circolo vizioso. E sapete dove conducono i circoli viziosi?
Quando ci si trova davanti a un circolo vizioso c’è solo una cosa da fare: interromperlo.

FIDARSI E’ BENE, NON FIDARSI E’ MEGLIO

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Murales

O fidati di me, se preferite.  In questo caso, però, il culo mettetecelo voi.

(Vecchio proverbio libico)

L’ITALIA HA 150 ANNI, IO NEANCHE 2

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piccolo italiano

SCUSATE IL RITARDO.

AVETE AVANZATO QUALCOSA?

UNA LIMONATA, UNA FETTA DI FUTURO…

NIENTE?

E ALLORA, CHE FESTA E’ !

Pier Paolo

SOPRATTUTTO PER CRISTINA E MARINA: NON SOLO RUBY

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Meno male che in questo rutilare di “ragazze Bunga
Bunga”, la dignità femminile cui teniamo tanto (mi ci metto anch’io anche se appartengo al sesso opposto) viene elevata nontanto dalle manifestazioni di piazza o dalle dichiarazioni di Emma Marrone, bensì da esempi più costruttivi di impegno, lavoro senza scorciatoie, professionalità e sudore; cui sempre di più, le adolescenti di oggi dovrebbero secondo me ispirarsi, sostituendole alle varie Belen e divette varie dell’effimero.
Come forse già vi ho detto, nel tempo libero, collaboro con un sito specializzato sulla pallavolo (ilnostrovolley.eu) ed è mia intenzione pubblicarvi una serie di interviste alle mie atletiche e VINCENTI amiche, autrici di un Campionato strepitoso, condotto con la forza del gruppo, dell’impegno e del talento, senza ricorrere a “scorciatoie” o compromessi vari.
Non delle “cesse” che nessuno si prenderebbe insomma, ma delle ragazze belle, a tratti molto belle che potrebbero tranquillamente fare tutto quello che fanno le varie “stelline” che gravitano in TV; ma che hanno invece scelto la via del LAVORO, dell’ IMPEGNO e del SUDORE; pur non rinunciando agli svaghi dei 20enni.
L’idea, condivisa anche dal mio CapoRedattore, di dare più visibilità a QUESTO tipo di ragazze, piuttosto che alle solite “sculettatrici”, mi è venuta, leggendo su SPORTWEEK una intervista a MARTA BECHIS, giovane promessa del nostro volley, già assurta alla Nazionale maggiore.
Per chi non la conoscesse, Marta che ho avuto il piacere di conoscere e che annovero tra le mie amicizie su FB, è
una bella moretta di 21 anni, con il fisico atletico di chi ha scelto la sua professione, l’educazione tipica di una famiglia seria e le idee ben chiare in testa.
Regista della ASYSTEL NOVARA, oltre a condurre attualmente un buon Campionato di A1, Marta è stata tra le comparse/giocatrici del film “Maschi contro femmine” e vista lasua avvenenza, nessuno si sarebbe stupito se a seguito di quella sua partecipazione, qualcuno l’avesse notata, catapultandola nel mondo dello spettacolo e del Gossip
come successoinvece a VERONICA ANGELONI complice un’uscita con un noto calciatore.
Invece, la nostra, continua a distinguersi in campo
e ad una domanda specifica risponde NON SONO CASTA E PURA, HO AVUTO MENO DI 10 RAGAZZI ED ATTUALMENTE SONO SINGLE!
Interrogata poi specificatamente sui vari binomi che vogliono le belle ragazze accompaagnate a calciatori od a personaggi del mondo dello spettacolo più o meno discutibili, la bella Marta ha risposto NON MI INTERESSA LEGARMI A PERSONAGGI FAMOSI PER AVERE VIIBILITA’; IL MIO SUCCESSO ME LO DEVO COSTRUIRE IO IN PALESTRA, GIORNO DOPO GIORNO!
Questo, cari miei è un esempio di dignità femminile; questo, i Media dovrebbero rendere noto!

NUCLEARE SI O NUCLEARE NO?

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Quello che mi chiederei per rispondere a questa domanda è:

 

Ai giapponesi sopravissuti alla devastazione del terremoto, che ora si trovano a dover affrontare l’apocalittica situazione di una centrale nucleare fuori controllo (forse non solo loro), avevano detto che le centrali atomiche sono sicure oppure no?

 

E a noi, in Italia,  cosa ci dicono i “nuclearisti”?  Che non sono sicure?  Che c’è il rischio che qualcosa di non previsto possa sfuggire al nostro controllo e che anche noi potremmo assaggiare il gusto del plutonio, dell’uranio o dello stronzio?

O ci dicono che un Gheddafi di turno, perso per perso, potrebbe decidere di bombardare una nostra centrale (eventualmente le costruissimo), così, per farci male senza bisogno di avere l’atomica che tanto si possono usare quelle degli altri a casa loro…

 

No,  non ce lo dicono, ma noi che sentiamo bene ciò che non si dice  la risposta l’abbiamo già data e la ribadiremo:

 

NO

Letti per voi (recensioni a perdere)

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In questo week end piovoso ho concluso (per la serie estiqaasti) la lettura di Assalto a un tempo devastato e vile (G. Genna, minimum fax, versione 3.0). Lunghissima, a tratti interminabile sequela di pipponi mentali di questo autore cult che considera, egli stesso, questo testo la sua opera cult, scritta a fine anni ’90 e via via assemblata con aggiornamenti fino al 2009.
Dal punto di vista formale, la prosa e la poetica di Genna sono di quelle irritanti, nel senso che ti fanno pensare “io non riuscirò mai a scrivere così”. Salvo esagerare con i periodi involuti, caleidoscopici, lambiccati come quando leopardeggia (fa il verso a Leopardi) macerandosi nell’amore non corrisposto della sua Silvia: Maura. Lì si toccano vette che sconfinano nello stucchevole e ti fanno pensare “meno male che non scriverò mai così ..”
Dal punto di vista sostanziale credo di ravvisare il tema dominante nel dolore. Il dolore impregna ogni riga delle oltre trecento pagine dove non scorgo, forse perché ben nascosta, ma più probabilmente proprio non c’è, alcuna traccia di ironia. Il dolore dipinto sui volti dei parenti, tutti di estrazione propriamente proletaria, il dolore fisico delle malattie, e delle cure, fino al dolore non fisico che attanaglia ogni genio come Genna (anche qui senza ironia) quando inevitabilmente prende coscienza di come stanno le cose (come stanno assaggiando i giapponesi: siamo briciole sulla tavola dell’universo che può essere sparecchiata da un secondo all’altro).
Numerose le citazioni tratte da testi situazionisti, riconoscibili dai brani in corsivo, ma anche sparse qua e là nel testo in corpo standard, quasi che fosse farina del suo sacco, ma niente di male: il plagio è necessario, il progresso lo implica. Qualche scadimento del manicheismo e nel pregiudizio: i bancari non sono tutti come l’impiegata descritta e le spese di gestione di un c/c raramente stracciano la cifra di truffe telematiche. Qualche azzeccata intuizione come l’esegesi di quel passo evangelico dove quel tale che la sapeva lunga intima di spazzare via i mercanti dal tempio, poiché il mercato è il virus inoculato nei nostri corpi; e il tempio è il corpo. Tornando al tema del dolore, si diceva che esso è inevitabile allorquando ci si imbatte nella verità. Che non è : non c’è niente da fare. Ma piuttosto: c’è molto, tutto da fare. Una simile consapevolezza può risultare schiacciante. Può condurre alla end zone, come si evince dalla analoga sorte toccata a geni citati nel testo (Debord, Deleuze, Wallace) ai quali aggiungo gli sconosciuti Cesarano, Ginosa, gente che sedeva ‘alla sinistra’ di Debord, suicidatisi ancora più giovani di lui, situazionisti sconfinati nel comontismo. Tuttavia vorrei ricordare a Genna e a quelli come lui, come me, che il Traité insegna che nella vita non si raccolgono solo pietre nere, e la rivoluzione può scaturire se ci interpelliamo (anche) circa le pietre bianche; e che Vaneigem non era, non è meno genio e situazionista dei succitati, ma è un settantasettenne che ancora vive, legge, scrive e lotta insieme a noi.

Kraus Davi

YARA: SECONDO ME SIAMO FUORI STRADA….

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….Avranno anche isolato due DNA estranei alla ragazzina pare uno femminile ed uno maschile prò, fermo restando che senza un vero e proprio registro Nazionale, come avviene ad esempio con le impronte digitali, nonti servono a niente, a meno che tu non obblighi tutti gli abitanti di quella zona a darti un campione o che tu non abbia un “fattore C” tale che appartenga proprio ad una di quelle 10/15 persone cui hai già messo gli occhi addosso.
No, quello che mi fa pensare ad un errore, è questo “fossilizzarsi” sulla violenza sessuale.
Ma scusate: i vestiti della bambinai, non recavano lacerazioni conformi con le ferite da arma da taglio sul corpo
della piccola. Questo farebbe pensare che le ferite da coltello le siano state inferte da spogliata poi, SUCCESSIVAMENTE rivestita. Non vogglio insegnare il lavoro a nessuno ma è un po’ strano come “modus operandi” per uno stupratore; specie se ha agito d’impulso; avrebbe lasciato il piccolo cadavere lì com’era, che senso aveva rivestirlo?
No io sarei più propenso ad un rituale, cui magari si è sottoposta dietro le pressioni di qualche amica (la famosa donna che stanno cercando) poi, pentitasi, e rimessasi i vestiti, magari dolorante per le incisioni subite dalle lame (che potrebbero essere di due tipi, guarda caso proprio come in certi rituali), la piccola potrebbe aver manifestato delle perplessità e magaril’intenzine di rivelare la cosa ai genitori per fugare le sue insicurezze di adolescente; facendo così “scattare” la molla nel suo omicida.
Voi che cosa ne pensate?
Io mi auguro che il dramma, si risolva presto e che il responsabile od i responsabili, vengano duramente condannati.
Purtroppo in Italia la pena di morte non c’è altrimenti….
Certo, a fronte della spensieratezza in cui vivevamo, questo dramma ci ha detto chiaramente ATTENTI, CHE IL MALE E’ DOVUNQUE E PUO’ COLPIRE CHIUNQUE NEL MODO PIU’ EFFERRATO. Secondo qualcuno è sbagliato terrorizzare i ragazzi, tenendoli in casa o proibendo loro di uscire la sera.
Personalmente credo che bisognerebbe fornire loro i mezzi per difendersi, non delle paure di cui essere terrorizzati.
Certo è che l’altro giorno, ho fatto una sorpresa alla mia nipotina, andandola a prendere a scuola ed anticipando di un centinaio di metri mia sorella e, fino a quando lei non mi ha raggiunto, sentivo palpabili gli sguardi delle altre mamme/nonne/sorelle/maestre!

SE FOSSE VERO

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Se fosse vero che il nostro Primo Ministro avesse telefonato di notte in questura per far rilasciare in qualche modo una ragazza accusata di un furto, nonostante il suo più totale disinteresse per quella ragazza, solo per sincera generosità,

se fosse vero che una giovane donna condotta in questura per aver rubato un paio di magliette in un negozio fosse stata stuprata in cella da tre carabinieri ed un vigile urbano, senza che nessuno telefonasse,

se fosse stato vero che in campagna elettorale non si parlava d’altro che delle violenze alle nostre donne compiute da extracomunitari e del bisogno di sicurezza per difenderci,

se fosse vero che una delle nostre donne fosse stata stuprata sotto anestesia prima di un intervento clinico da un infermiere non extracomunitario, nonostante tutta questa sicurezza, nonostante tutte queste ronde padane,

se fosse vero che nonostante il magnifico muro, l’insuperabile muro messo in piedi fra noi e i barbari, fa noi e la nostra intelligenza, migliaia di disperati raggiungono comunque e raggiungeranno sempre più le nostre coste da fiaba, come in una fiaba, mentre la nostra intelligenza rimane ostinatamente oltre il muro che ci tiene dalla parte opposta,

se fosse vero che non è cambiato niente, che niente cambierà nonostante si cambi colore alle nostre sciarpe o alle nostre cravatte,

se fosse vero,

se solo fosse vero…

speriamo che l’Africa intera approdi in Italia.

FRANCESCO L’AFRICANO

FESTA DELLA DONNA CUI PRODEST 2

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Ebbene si…
anche io ho ceduto al consumismo di questa ricorrenza assurda.
Dopo che per tutta la mattina, le nostre 4 colleghe donne ci hanno FATTO NA CAPA TANTA, trovato qui fuori un banchetto dell’AIRC, ho comprato 4 mazzetti di mimose!

FESTA DELLA DONNA QUI PRODEST???

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A parte che in pochissimi ricordano in quale tragica circostanza, datata 8 marzo, nasce questa ricorrenza, lasciando il posto ad un inutile rutilare di fiori, cioccolatini e mimose.
Comunque sia, TANTI AUGURI A TUTTE LE DONNE, “ANGELI DEL FOCOLARE” O “VIRAGO” che siano (io prsonalmente preferisco le prime ma visto che siamo in democrazia, il fatto che ci siano le seconde è una loro scelta) e comunque ALTRA META’ DEL NOSTRO CIELO! che magari andrebbero festeggiate anche il resto dell’anno e non in un giorno solo!
Personalmente, senza false ipocrisie, mi sento a posto con la coscienza visto che anche durante l’anno, alle colleghe pretenziose che oggi mi rinfacciano di NON aver portato loro loro la mimosa, un cioccolatino, od un caffè ogni tanto, non li faccio mancare indi….

BUON 8 MARZO

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Buon 8 marzo, Tutti i giorni.

Tutti i giorni perché se potesse la neve scaldare i corpi, se potesse l’alba annunciare la sera, se potesse la rosa cambiare colore e da rossa diventare trasparente, se potesse il sole invertire il suo tragitto e far di mattino notte, allora si anch’io per tutta la superficie e la massa del mio cuore, tra l’aorta e i pensieri, potrei dimenticarti e tornare all’inganno dei desideri ordinari.

Tu, gemma di sogno, sei splendida,
meravigliosa amica mia.

Ti scrivo oggi gli auguri più sentiti solo per anticipare
chi, domani, avrà la fortuna ed il dono di uscire indenne
dal naufragio dei tuoi occhi e con mani forti e musica
di primavera, di vento e parole appena sussurrate, scivolerà
sulle tue labbra, come onda nei reciproci tumultuosi cuori.

Rubandoti di persona.

Buon 8 marzo, gemma di sogno, splendida, meravigliosa,
Amica mia.

Ti voglio bene

YUNUS CHI ERA COSTUI?

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IL CASO
Licenziato dalla Grameen Bank
il premio Nobel Muhammad Yunus
Il pioniere del microcredito, accusato dal governo di evasione fiscale, è stato esautorato con effetto immediato dalla banca fondata da lui nel 1976

Licenziato dalla Grameen Bank il premio Nobel Muhammad Yunus Muhammad Yunus
DACCA – Muhammad Yunus, premio Nobel per la pace e pioniere della microfinanza, è stato estromesso con effetto immediato dalla Grameen Bank, da lui fondata nel 1976. Lo ha reso noto il presidente della banca Muzammel Huq. “La banca centrale del Bangladesh ha sollevato Yunus dal suo incarico di amministratore delegato di Grameen Bank con effetto immediato”, ha dichiarato Hud.

Yunus, 70 anni, è finito nel mirino del governo che lo accusa di evasione fiscale 1. Ma l’ostilità dell’esecutivo nei suoi confronti sembra risalire al 2007, quando a seguito di un golpe militare il banchiere manifestò l’idea di creare un suo movimento politico. I leader politici e la maggioranza della premier Sheikh Hasina Wajed non gliel’hanno perdonata, secondo alcune ricostruzioni di stampa, considerandolo un rivale nella contesa del potere. Più di recente hanno potuto trovare spunti per la loro campagna contro Yunus in un reportage di una tv norvegese che esprimeva giudizi scettici sul microcredito, anche tornando su alcune controversie di vecchia data – poi chiarite – che il Nobel ebbe con Oslo in merito ad alcuni finanziamenti europei alla Grameen Bank.

Lo scorso gennaio il banchiere era comparso davanti a un tribunale per una questione di presunta diffamazione risalente al 2007. In precedenza il governo del Bangladesh aveva avviato un’indagine sulle sue attività accusandolo di “succhiare il sangue ai poveri”.
Accuse però ritenute “ingiuste” da un eminente economista del Paese, Zillur Rahman, citato di recente dal Financial Times, secondo cui in realtà dietro alla vicenda si nasconde una politica che vuole prendere il controllo del settore creditizio ai poveri. La Grameen Bank conta microprestiti per 955 milioni di dollari complessivi a circa otto milioni di poveri, nella maggioranza dei casi donne.

(02 marzo 2011)


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