YUNUS CHI ERA COSTUI?
Argomenti vari 4 Marzo 2011IL CASO
Licenziato dalla Grameen Bank
il premio Nobel Muhammad Yunus
Il pioniere del microcredito, accusato dal governo di evasione fiscale, è stato esautorato con effetto immediato dalla banca fondata da lui nel 1976
Licenziato dalla Grameen Bank il premio Nobel Muhammad Yunus Muhammad Yunus
DACCA – Muhammad Yunus, premio Nobel per la pace e pioniere della microfinanza, è stato estromesso con effetto immediato dalla Grameen Bank, da lui fondata nel 1976. Lo ha reso noto il presidente della banca Muzammel Huq. “La banca centrale del Bangladesh ha sollevato Yunus dal suo incarico di amministratore delegato di Grameen Bank con effetto immediato”, ha dichiarato Hud.
Yunus, 70 anni, è finito nel mirino del governo che lo accusa di evasione fiscale 1. Ma l’ostilità dell’esecutivo nei suoi confronti sembra risalire al 2007, quando a seguito di un golpe militare il banchiere manifestò l’idea di creare un suo movimento politico. I leader politici e la maggioranza della premier Sheikh Hasina Wajed non gliel’hanno perdonata, secondo alcune ricostruzioni di stampa, considerandolo un rivale nella contesa del potere. Più di recente hanno potuto trovare spunti per la loro campagna contro Yunus in un reportage di una tv norvegese che esprimeva giudizi scettici sul microcredito, anche tornando su alcune controversie di vecchia data – poi chiarite – che il Nobel ebbe con Oslo in merito ad alcuni finanziamenti europei alla Grameen Bank.
Lo scorso gennaio il banchiere era comparso davanti a un tribunale per una questione di presunta diffamazione risalente al 2007. In precedenza il governo del Bangladesh aveva avviato un’indagine sulle sue attività accusandolo di “succhiare il sangue ai poveri”.
Accuse però ritenute “ingiuste” da un eminente economista del Paese, Zillur Rahman, citato di recente dal Financial Times, secondo cui in realtà dietro alla vicenda si nasconde una politica che vuole prendere il controllo del settore creditizio ai poveri. La Grameen Bank conta microprestiti per 955 milioni di dollari complessivi a circa otto milioni di poveri, nella maggioranza dei casi donne.
(02 marzo 2011)


9 Marzo 2011 at 08:48
Ciao
purtroppo non riesco a ragionare sul personaggio e sullo strumento (microcredito) partendo dalla vicenda giudiziaria.
Per me Yunus non è un mito innalzato alla bisogna bensì un banchiere, una persona che non regala denaro ma presta denaro, microcrediti appunto, semanticamente parlando crediti di piccole dimensioni. Che per propria natura, scelta sociale e genialità economica del banchiere sono elargiti ai beneficiari senza pretendere come contropartita sostanziali garanzie reali, in un meccanismo spesso di controllo e gestione comunitaria. La scienza economica che aveva previsto tassi di insolvenza elevati si è dovuta ricredere difronte all’evidenza e la prassi bancaria di molti paesi a basso Pil (ma non solo vedi esperienze di microcredito alle isole Lofoten o nelle periferie francesi) evolvere.
Questa è la genesi e la logica dello strumento e proprio da qui si può anzi si deve partire per ampliare i nostri ragionamenti scientifici e politici. Perchè diciamocelo chiaramente, il microcredito invece che agire sulle contraddizioni del sistema per trasformare il sistema è una via all’interno del sistema per la sopravvivenza del sistema stesso quindi a qualcuno può stare bene ad altri no.
Che poi una parte di sinistra in aria di terzomondismo new age abbia creato su Yunus una sorta di mitopoiesi ed ora si ritrovi davanti alla caduta etica della propria divinità beh, ciò mi fa semplicemente un po’ sorridere.
ciao
MJK
9 Marzo 2011 at 08:56
se la prendiamo da questo punto di vista io credo che ci sarà sempre qualcuno seduto in poltrona più a sinistra di noi. sostenere che ” il microcredito invece che agire sulle contraddizioni del sistema per trasformare
il sistema è una via all´interno del sistema per la sopravvivenza del sistema stesso” può valere per un sacco di altre cose (comes in primo luogo) ma non
tiene conto che il sistema non si trasforma ma si cambia. per cambiarlo non si usa il microcredito, o il mercato, ma i rapporti di forza sociali.
secondo me una discussione sterile e distruttiva, se applicata al microcredito o al comes o altre realtà che hanno lo scopo e la possibilità di umanizzare, introdurre regole di evoluzione sociale, di dignità, di cittadinanza, ma non di veicoli per cambiare realmente le cose.
quindi, guardando la realtà di vita delle centinaia di migliaia di persone che beneficiano del microcredito e del comes (con tutte le mediocrità incorporate in ogni attività umana), difenderei strenuamente questi strumenti, anche se politicamente inadeguati al superamento del capitalismo.
Mario D