Il fumo fa bene

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Tranquilli,  questa manovra è solo un test.

Se passa il furto sui contributi riferiti al servizio militare e agli anni di studio per conseguire la laurea, significa che si può osare qualsiasi cosa; che ne sappiamo, magari un contributo di solidarietà del 20 % sui redditi inferiori ai 50.000 € l’anno, con esclusione di chi dichiara di essere un evasore e non un lavoratore dipendente o l’esenzione delle tasse per chi dichiara più di 100.000 € l’anno, oppure l’ici per chi vive in affitto, l’introduzione della domenica lavorativa non retribuita per chi non va a messa e non si comunica, la liberalizzazione della prostituzione per le giovani belle e disoccupate che però devono darla gratis ai porci ricchi e potenti, l’esenzione della tassa di circolazione per i suv e le auto sopra i 300 cavalli e il divieto di circolazione alle utilitarie negli orari diversi da quelli necessari per recarsi al lavoro, con obbligo di marchiatura sul lunotto di quelli relativi al proprietario e relativo percorso autorizzato…

E’ come una cartina di tornasole, la prova che l’Italia è stata finalmente lobotomizzata.

Spetta ad ognuno di noi farla restare bianca quella cartina, oppure rotolarla con un buon tabacco e fumarcela per far capire che il test è fallito.

Lo sappiamo, caro complice, che eri in buona fede, che ti bastava la smart, e lo smart per sentirti smart e non aver bisogno di mescolarti con queste cazzate proletarie.

Nonostante questo,  il momento arriva  sempre,  in Libia come in Italia, il momento in cui nessuno si può chiamare fuori,  il momento in cui non è più sufficiente delegare con un voto le proprie responsabilità.

Da che parte stai?  Sei felice di vedere la cartina diventare blu o te la fumi arrotolata con un buon virginia biondo e li mandi tutti affanculo?!

Vaffanculo complice, tu e tutti i manovranti!!!

Nico e Tina

Al diritto? Diritto de che!

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Leggo sul mio estratto conto dei contributi INPS che ho 57 settimane di servizio militare  ”al diritto” , ossia da considerarsi per il conteggio del raggiungimento dei 40 anni per la pensione di anzianità.

Vedi estratto tabella:

inps contributi

Ho sempre sostenuto che i diritti acquisiti siano un po’ come la libertà e cioè che debbano tenere conto di quelli degli altri.

Ora pare che questo mio  ”al diritto” verrà cancellato,  col contributo di coloro che ce l’hanno talmente duro da bastonare l’intera Brigata Julia, Cadore, Tridentina, Orobica,  e Taurinense, nonostante avessero col consueto cipiglio fermo e determinato affermato che le pensioni non si toccano.

Mi si spiega per quale ragione vi siano diritti più acquisiti di altri, senza menzionare i vitalizi, le reversibilità di parlamentari, e dipendenti di ogni risma che alla mia età erano in pensione ormai da decenni?

Non credo che parteciperò allo sciopero del 6 settembre indetto dalla CGIL,  se avrò la forza di non farlo…

Però le ultime 57 settimane di lavorò mi presenterò in ufficio col cappello di Alpino in testa, così come se dovessi rifare la naja.

A volte i sogni si avverano, per me è sempre un incubo ogni volta che faccio lo stesso sogno: essere nuovamente in caserma e non riuscire a convincere nessuno che il militare l’ho già fatto!

Pino Brambilla  Alpino Bergamasco

P.S.

Tasi e tira, mona!

La settimana enigmistica

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Queste due fotografie scattate ad un anno di distanza differiscono solo per due particolari.

Se li trovate in meno di un minuto,  siete dei fenomeni

Se li trovate in meno di un’ora,  ma più di un minuto,  siete normali

Se li trovate in meno di un giorno,   ma in più di un’ora, siete  pessimi osservatori

Se non li trovate in meno di un anno,  nè mai,  siete italiani

bandiera 1

bandiera 2

Soluzione:

1)

In una foto si vedono le mani del miglior presidente del consiglio del mondo, nell’altra no

2)

In una foto si vedono tutte le stelle della bandiera d’Europa, nell’altra solo cinque.

Grazie per aver giocato e per aver votato, cari complici.

Romano er Padano

Le belve siamo noi

La taverna dei malfattori 91 Commenti »

Afosa serata ieri alla taverna dei cattivi sudati, dove il consueto espertone (di ciucche) ha potuto parlare solo dopo abbondante e refrigerante annaffiatura di mojito.

Fa caldo, ma questo è niente. L’autunno non sarà caldo, sarà caldissimo. Rovente come non lo è mai stato. Straordinario come straordinaria, nel senso propriamente etimologico del termine: fuori dall’ordinario, dal normale, è la contingenza economica che abbiamo la ventura di vivere in presa diretta. Due manovre di inaudita entità approvate in un solo mese a casa nostra, il declassamento del debito Usa, recessione a W, oro ai massimi, speculazione a gogò, istituzioni finanziarie internazionali e governi mondiali in fibrillazione, non per la carestia nel Corno d’Africa, ça va sans dire, ma per il deprecabile andamento dei corsi azionari.
Ormai dovrebbe essere chiaro cosa è che muove la situazione, che fa cambiare le cose. L’allerta per i padroni parte quando crolla la borsa. L’allerta deve valere anche, a maggior ragione, per il proletariato. Teniamo a mente questo punto e mettiamolo da parte.
L’allerta determina reazioni da parte degli squali più svegli, come per es. Buffett e Soros all’estero, e Marchionne e Montezemolo, nel loro piccolo, qua da noi, quali l’invocazione di una patrimoniale. Vogliono pagare più tasse! Carini, vero?
I sondaggi danno ampio spazio in Italia per l’ingresso di una nuova formazione neocentrista, ed ecco che s’avanza la coppia di burattini senza fili (lui è il gatto ed io la volpe, stiamo in società …) MM che dà il benservito al governo, a Sacconi e agli investimenti a Mirafiori, perché questa gente non si accontenta mai, chiede (ed ottiene) sempre + 1.
Tuttavia i tempi cambiano e sempre più rapidamente, dunque ciò che è sempre stato non è detto che sempre così sarà, anzi. I più svegli fra i padroni l’hanno capito, dunque anche i più svegli fra il proletariato dovrebbero capirlo.
Lorsignori offrono l’obolo di maggiori o nuove tasse per i ricchi per placare la fame delle belve, che avvertono sempre più vicine. Le belve siamo noi, dovremmo prenderne coscienza. Ci buttano la polpetta per saziarci, sperando di sfangarla anche stavolta. Poi diranno ‘vabbè dai, se ci lasciate fare vi lasciamo l’art.18 … vi restituiamo il 25 aprile’. Ma non ci basterà. Pensano che l’unica strategia fattibile per loro sia tentare di smorzare la tempesta, prima che gli porti via tutto. Falliranno.
In questo senso va rivista radicalmente la strategia del proletariato, che non deve essere più di rimessa, come è stato giocoforza finora, ma bensì di attacco.
Sciopero generale, contromanovra, appelli tipo quello ‘dobbiamo fermarli’ (dove fra l’altro si auspica che un manager non guadagni più di dieci volte la retribuzione minima) sono palliativi. Vanno anche bene, ma sono e restano palliativi. È mutato lo scenario internazionale, come dicono quelli che cambiano piano industriale, quindi smettiamo di giocare in difesa. È un operaio che deve guadagnare dieci volte più di un manager, per quello che fa e per recuperare il maltolto con gli interessi.
Non dobbiamo fermarli, dobbiamo abbatterli.

Letti per voi (recensioni a perdere)

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In questo week end ferragostano ho letto La fabbrica dell’obbedienza (E. Rea, Feltrinelli, 2011) . Testo difficilmente classificabile , in quanto non è un romanzo né un saggio, ma piuttosto un lungo sfogo, come ammesso dallo stesso autore, dove si individuano le origini del carattere e della mentalità diffusa fra gli italiani nel nefasto influsso della chiesa cattolica dai tempi del concilio tridentino in poi. Obbedienza ipocrita, timore reverenziale, certezza di impunità, e altri tratti distintivi facilmente riscontrabili nell’italiano medio sarebbero determinati dall’influenza della controriforma che ha soffocato l’umanesimo e il rinascimento italiano a partire dal XVI secolo. La lettura non risente del metodo di argomentazione, volutamente disordinato. Si viaggia nel tempo con excursus nel periodo prebellico (fascismo), nel risorgimento, il ‘700 illuminista, per tornare ai mesti giorni nostri. A sostegno delle sue tesi Rea ricorre agli studi del filosofo Spaventa (a me finora sconosciuto, ma spesso citato) e rivela sconcertanti lettere, come quella di Leopardi a un vescovo per piatire una raccomandazione e quella incredibile di Marrazzo che chiede pubblicamente perdono al papa per ciò che ha fatto (!). Nel finale l’autore si produce in un’improbabile, onirica, proposta di soluzione ai nostri mali che prefigura una secessione del sud e in una più convincente rappresentazione di un processo a Caravaggio, ricorrendo all’espediente letterario del grande inquisitore di Dostoevskij, accusando messer Merisi in qualche modo di imitare Giordano Bruno. Di assecondare le sue tendenze eretiche ritraendo il volto della sofferenza umana, dei reietti, degli ultimi, mirando a collocare l’uomo al centro dell’universo a scapito della devozione per santi e madonne, che dovrebbero occupare sempre il centro della scena.
Insomma, per Rea la causa che sta a monte dei mali e dell’arretratezza italiana è da ricercarsi nell’oppressione tuttora operante della chiesa cattolica sulla vita sociale. Indubbiamente una tesi condivisibile. Tuttavia vorrei far notare che questa chiesa non fabbrica un’obbedienza cieca, sincera, ma bensì un’obbedienza ipocrita, di convenienza. La peculiarità della chiesa cattolica consiste nell’accogliere tutti (lo vediamo anche all’interno delle sue manovalanze che includono un Don Gallo come un Don Verzè) purché si ‘mostri’ di credere, non purché si creda davvero. L’importante è non dar scandalo, allora un eretico appare peggiore di un assassino pentito. Se da un lato questa mentalità corrente è nemica del pensiero libero e dell’esercizio critico, dall’altro vorrei sottolineare quanto questo modo ipocrita di rapportarsi col potere possa giovare a un popolo. Personalmente considero ogni religione un imbroglio, e come tale da rifiutare in quanto è di ostacolo al dispiegarsi di una democrazia compiuta, con cittadini maturi e responsabili che sanno rapportarsi con l’autorità costituita senza timori reverenziali, devozione, fiducia. Un popolo maturo non deve temere né fidarsi del potere, ma criticarlo e controllarlo costantemente. In questo senso, il cattolicesimo italiano, nelle sue forme di influenza qui analizzate, non è quanto di peggio poteva capitarci, in quanto non genera una fede cieca, acritica, sincera in chi incarna il potere. Penso alla pericolosità della politica dettata dalla destra cristiana americana, per non parlare dell’integralismo islamico. Voglio sperare che in questa contingenza difficile che ci aspetta, ci salveranno proprio il nostro scarso rigore, l’autoindulgenza, la furberia , l’elasticità quando il Sant’Uffizio dello strozzinaggio finanziario internazionale ci chiederà di mostrare autentica fede e obbedienza alle sue ricette. Mai come in questo caso si imporrebbe un’obbedienza di facciata …

elidiamo le parentesi dall’ articolo 41

appelli 47 Commenti »

L’iniziativa economica privata è libera.

(Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.

La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali. )

firma l’appello Giù le mani dall’artiolo 41 della Costituzione, la Repubblica resti un bene comune “socialmente utile”

IL GIUDICE E L’IMPUTATO. (romanzo breve)

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Erano la stessa persona.

Il giudice assolse l’imputato.

Fine

Successe a Bananopoli un paese dove la maggioranza venne convinta che libertà, giustizia, prosperità, felicità, ricchezza e ogni ben di dio fosse tutto ciò che non fosse stato comunismo.

Un paese che barattò la democrazia con l’idiozia, l’essere con l’apparire e la cioccolata con la merda.

Bastò scegliere il meno peggio per scegliere il migliore.

Si scelse  il migliore su indicazione di un venditore di fumo e di decoders, questi ultimi addirittura li regalò!

Arrivò una grave crisi che avrebbe portato a far scorrere il sangue non più l’acqua dai rubinetti delle case di Bananopoli

Si diede la colpa a quelli che avevano governato prima il paese, naturalmente, gli stessi che lo governano ora grazie ai fans che sventolano bandiere di tutti i colori, poi vanno a casa, tagliano un pezzo d’asta che tiene la bandiera e se lo ficcano nel culo chissà per quale irrefrenabile, stupido e masochistico senso di appartenenza indispensabile a chi non si basta.

Intanto si trovò la soluzione per uscire dalla crisi, si decise di ridurre i benefici ai meno peggio, addirittura, uno dei migliori si lanciò in una proposta coraggiosa e gradita al popolo che nel frattempo aveva preso in mano i forconi: abolire i feudi  (a Bananopoli si chiamavano provincie)  e dipingere di verde le auto blu.

Bravo!

Peccato che la proposta fosse stata presentata dai peggiori, non la si poteva accogliere, in fin dei conti era uno dei punti cardine nel programma dei migliori…Poteva il Ministro per l’attuazione del programma lasciare ad altri, i peggiori, una competenza che non li riguardava?

Ecco infatti cosa disse intervistato da un quotidiano il nostro eclettico giudice  in veste di ministro in questa occasione:

Ma se in aula settimana scorsa avete bocciato proprio l’abolizione delle province.

Non ho votato, certo che no. Ma le pare? Dovevo andare a votare insieme ad Antonio Di Pietro? Quello era un punto del nostro programma non dell’Idv. Assurdo.

Ma voi non lo avete realizzato.

E’ vero. E non lo abbiamo fatto perché la Lega a un certo punto ha sposato le province, le ha difese. Il dazio elettorale che ha pagato la Lega è stato questo, ha perso voti perché ha ritrattato l’abolizione delle province che sono enti totalmente inutili: non servono, non svolgono alcun ruolo di raccordo, sono superate, inutili ripeto. E le anticipo che il provvedimento non sarà realizzato in questa legislatura, abbiamo fatto altro.

Beh, cari complici, ora che abbiamo raccontato del Giudice, raccontiamo dell’imputato, con dati certi, naturalmente, quelli registrati agli atti  delle attività parlamentari del Senato di Bananopoli, non fra le notizie in scaletta preparate dal giornalista servo Minzolini in uno dei sui qualsiasi ipnotelegiornali:

GIANFRANCO ROTONDI

XV Legislatura (dal 28 aprile 2006 al 28 aprile 2008)

Iniziativa legislativa

Come Senatore

Ha presentato come primo firmatario i DDL

  1. S. 859
    Istituzione della provincia di Sulmona.
  2. S. 860
    Istituzione della provincia di Bassano del Grappa.
  3. S. 861
    Istituzione della provincia dei Marsi.
  4. S. 862
    Istituzione della provincia della Sibaritide-Pollino.
  5. S. 863
    Istituzione della provincia di Melfi.
  6. S. 864
    Istituzione della provincia di Aversa.
  7. S. 865
    Istituzione della provincia della Venezia Orientale.
  8. S. 866
    Istituzione della provincia di Avezzano

rotondi (1)

Questo è il giudice

rotondi (1)

Questo è l’imputato

rotondi (1)

Questo è l’innocente.

E qui potete trovare gli invitati alla festa del suo cinquantesimo compleanno…

sono tanti, vi mando solo il link per ammirarli, guardando bene potreste anche riconoscervi fra un capezzolo ed una capasanta,

http://www.dagospia.com/mediagallery/dago_gallery-24846/291398.htm

gentili complici.

Camilla Brambilla

Tads e la crescita inesistente

la comica performance di tads  Tagged , 1.189 Commenti »

E, finalmente, un colpo di reni.

Tads riesce a  dare il meglio riecheggiando la ormai famosa stronzata di Berlusconi.

Non ricordate?

Suvvia!

Quando voleva convincerci che la  recessione fosse stata causata dagli eventi del 9/11!

Una bufala impressionante.

Allo stesso modo questo professionista della farsa fiacca ci racconta che la produzione industriale è in crescita.

 

Basta il grafico per farsi grasse risate e ricordare i bei tempi del buffonesco eloquio berlusconiano.

 

E’ solo da più di un anno che il trend è negativo.

Forse è ancora poco per sdat..

Lui può aspettare nel suo iperurania.

 

 

Un  sogghigno può  far seguito alla risata se si considera che proprio il 5/7/11 l’istat ha pubblicato la nuova rilevazione relativa al 30/6/11.

Ulteriore ribasso:

q/q  destagionalizzato: -0.6%.

Che sdat porti pure sfiga come il suo capocomico?

produzione industriale

Stelle cadenti

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Ieri sera ho visto una stella cadente, anzi due. Allora ho espresso due desideri.
Uno, che la crisi finanziaria finisca presto.
Due, che tutto torni esattamente come prima.

Pococurante (nella sua versione più romantica)

Consigli:se è falso mi sento sollevato.Se è vero non lo voglio

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Forse oggi, come dice giustamente qualche signora alla banchina della stazione dei treni, alla gente comune non bisogna tanto riempire la testa sul pareggio di Bilancio dentro fuori la Costituzine come fanno i politici ma trovare qaulcuno disposto a scrivere per spiegare innanzitutto a tutti quei risparmiatori anche piccoli piccoli che sono spaventati, che non capiscono che succede e che vogliono capire se portare a casa il salvabile o restare fermi immobili o scommettere su qualcosa di comodo e non di troppo lungo periodo, 5/10 righe molto semplici.

E’ probabile che questo compito tocchi farlo a qualcuno di VOI.

Io per esempio non ho capito sto panico collettivo per il crollod ella Borsa di Milano.
In fodno sono 400 società contro le 4,5 milioni totali. Sono la spina dorsale dell’Italia? Ma non vorrei mandarvi fuori tema con i consigli.

Tads e la catastrofe delle rilevazioni fiabesche

la comica performance di tads  Tagged 432 Commenti »

A questo punto che dire.

Tads perde terreno e non ha idea di come recuperarlo.

Quindi si gioca tutto.

Il solito scambio fra realtà rilevata e fantasie rivelate e ben confuse

 

I telefoni cellulari, i televisori, il parco auto, i vestiti., le vacanze, il  cibo, le nonne e i ciclotroni.

Così.

A cazzo.

 

Niente fonti , niente dati, solo le rivelazioni dell’amico del cugino di schianchi.

Da quella  melma, purtroppo, non si ricava neanche un sorriso di cortesia.

 

Tenendo il punto  con Schopenhauer e gravitando quindi intorno alle incongruenze più vistose, appare macroscopica e contemporaneamente patetica l’affermazione che metà paese è  connesso.

Ovviamente l’affermazione non  è informativa se non relazionata  al grado di penetrazione nelle altre nazioni di riferimento.

Di seguito la classifica della penetrazione di internet considerando  solo europa, asia e americhe.

Fonte:internet world stats 31/3/11.

L’italia si  piazza ultima fra  le nazioni sviluppate e neanche tanto bene fra quelle non troppo sviluppate.

Ovviamente la classifica è incompleta.

 

country penetration
Iceland

0,97

Norway

0,944

Sweden

0,924

Netherlands

0,883

Denmark

0,859

Finland

0,852

Luxembourg

0,843

United Kingdom

0,82

Korea, South

0,809

Switzerland

0,805

Germany

0,799

Brunei Darussalem

0,794

Andorra

0,792

Japan

0,784

North America

0,783

Belgium

0,778

Singapore

0,772

Faroe Islands

0,761

Estonia

0,757

Monaco

0,753

Austria

0,748

Slovakia

0,742

Guernsey & Alderney

0,742

Taiwan

0,7

Gibraltar

0,698

France

0,695

Hong Kong *

0,685

Latvia

0,682

Czech Republic

0,656

Liechtenstein

0,653

Ireland

0,651

Slovenia

0,649

Spain

0,622

Hungary

0,619

Lithuania

0,595

Malta

0,589

Malaysia

0,588

Poland

0,584

Vatican City State

0,577

Serbia

0,562

San Marino

0,534

Macedonia

0,509

Croatia

0,501

Italy

0,492

Macao *

0,49

Jersey

0,486

Portugal

0,48

Bulgaria

0,479

Armenia

0,471

Belarus

0,463

Greece

0,462

Turkey

0,444

Montenegro

0,444

Azerbaijan

0,441

Albania

0,434

Russia

0,43

Man, Isle of

0,421

South America

0,407

Kyrgystan

0,393

Cyprus

0,387

China *

0,363

Romania

0,355

Kazakhstan

0,341

Ukraine

0,339

Vietnam

0,323

Bosnia-Herzegovina

0,312

Moldova

0,309

Philippines

0,292

Georgia

0,283

Central America

0,274

Thailand

0,274

Maldives

0,272

Uzbekistan

0,268

The Caribbean

0,252

Kosovo

0,207

Indonesia

0,161

Mongolia

0,112

Pakistan

0,109

Tajikistan

0,092

India

0,084

Sri Lanka

0,083

Laos

0,081

Bhutan

0,075

Nepal

0,037

Afganistan

0,034

Cambodia

0,022

Turkmenistan

0,016

Bangladesh

0,011

Myanmar

0,002

Timor-Leste  

0,002

help

rendimento 10 anni usa dal 2011. reazione al downgrade s&p

la comica performance di tads  Tagged 500 Commenti »

us 10 yr yld nrw

riferito a

rendimento 10 anni usa dal 2007

la comica performance di tads 1.013 Commenti »

us 10 yr yld

riferito a

uno sguardo dall’esterno, FT tradotto grossolanamente

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 Quando i mercati riapriranno lunedì, Silvio Berlusconi sarà sulla  spiaggia, aspettando ansiosamente di vedere se le misure di ulteriore contenimento del deficit  annunciate frettolosamente la settimana scorsa saranno sufficienti per arginare la marea con lo sperato supporto dalla Banca Centrale europea.

 

Il primo ministro miliardario dell’Italia si è rifugiato nella sua villa di lusso in  Costa Smeralda in  Sardegna durante il fine-settimana, a quanto riferito per celebrare il 45 compleanno di Marina, la sua figlia più anziana e presidente della Fininvest, l’holding di famiglia.

Economiche  sono in effetti dettate  dall’esterno  da quando l’italia  è divenuta l’ultima frontiera  per salvare l’euro dalla crisi dei debiti sovrani.

 

Venerdì arrivò una lettera da Jean-Claude Trichet, il governatore di ECB, ed il suo successore designato Mario Draghi, governatore della Banca dell’Italia definendoi le richieste dell’ECB -un bilancio equilibrato entro 2013, tagli di spesa immediati, e misure per sollevare l’economia moribonda di Italia.

 

La lettera, confermata da fonti bancarie, è conseguenza di giorni  di prevaricazione del  Sig. Berlusconi che, in un discorso a parlamento ed in trattative con sindacati  e datori di lavoro, evidentemente ha fallito nel valutare  la gravità della crisi. La borsa di Milano era  al termine di un crollo del 13% in una e lo spread fra  obbligazioni italiane ed Tedesche stava raggiungendo il massimo della nuova era euro i rendimenti del 10-anni raggiungevano quelli della Spagna.

 

Sotto pressione: i rinvii  di Silvio Berlusconi hanno portato  alle richieste dalla Banca Centrale europea.

 

Il Sig. Berlusconi, affiancato da Giulio Tremonti ministro della finanza, rispose  in una conferenza stampa affrettatamente convocata  venerdì sera annunciando l’obbiettivo del di un bilancio equilibrato entro 2013, piuttosto che il 2014, e inoltre  alcune vaghe  misure di  liberalizzazioni e privatizzazioni.

 

In un comunicato pubblicata domenica sera, Angela Merkel, il cancelliere Tedesco, e il Presidente Nicolas Sarkozy della Francia, approvavano la promessa di Roma girata di un ritorno più rapido ad equilibrio di  bilancio dicendo che era della “importanza fondamentale.” Ma aggiungevano  che “una rapida e completa  realizzazione delle misure annunciate è essenziale per riconquistare la fiducia dei mercati.”.

 

Mario Monti. un  ex commissario della EU che è stato ampiamente ipotizzato come un possibile primo ministro italiano per condurre un’amministrazione di emergenza. commentava che in effetti le decisioni erano già prese da un “governo tecnico sovranazionale guidato dal mercato …

 

Chiaramente ansiosa di persuadere l’ECB che l’Italia stava procedendo, Roma trasmise i dettagli delle sue decisioni alla banca di domenica, con un programma di azioni che include il richiamo  parlamento dalla sua interruzione di estate questo giovedì. I contatti stavano continuando anche con partner di G7, disse un portavoce italiano.

 

Nonostante il nuovo senso d’urgenza, rimangono dubbi sulla capacità della coalizione di governo – con una risicata maggioranza in parlamento – di tener fede agli impegni e di restare al governo fino alla primavera del 2013.

 

M. Baldassarri, un ex  del ministero dell’economia che  disertò o scorso anno dal partito del signor Berlusconi  e presiede la commissione finanze del senato, ha detto che  le misure di riduzione del deficit di 24 miliardi  per il 2013 dipendono troppo dal rialzo delle tasse piuttosto che da tagli reali.

 

Ciò rischia di ridurre  la crescita a zero per ridurre il deficit del 2% nel 2013, ha comunicato al financial times. L’acquisto di titoli da parte dell’ ecb sarebbe solo un cerotto in grado di dar respiro per poche settimane.

 

I sindacati di sinistra hanno archiviato le nuove misure di austerità come  troppo punitive nei confronti  delle famiglie a basso reddito, mentre le associazioni bancarie ed industriali richiedo immediati tagli ai  costi della politica.

 

Nonostante i disaccordi, stanno emergendo segni che  l’italia comincia a riconoscersi come nazione mentre  gli  italiani orgogliosamente  dichiarano di essere in grado di fronteggiare le emergenze. Milano finanza, un giornale di finanza, ha lanciato un’iniziativa chiedendo agli italiani di acquistare le nuove emissioni di titoli del debito. Due importanti imprenditori, diego della valle e marcto tronchetti provera, hanno già sottoscritto.

Dai tarocchi alle patacche

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Lo so è pieno di giovani, specie extracomunitari e non possono certo ricordare…

Meglio fare un riassunto della puntata precedente per chi avesse visto solo l’ultima parte,  solo quella nella quale il protagonista dichiara subito prima dei titoli di coda,  prima de “The End”:

<Bisogna seguire l’Europa”

cinque leghe

tads e tremonti

la comica performance di tads 79 Commenti »

Evidentemente tads “sente” in qualche modo la miseria della performance comica e tenta di rimediare sparando a caso il solito feticcio: l’82% degli italiani è proprietario d’immobile.

Lo sappiamo, è la solita storia.

Ma sappiamo anche cosa significa quella percentuale.

Più del 70% del risparmio è immobilizzato nel real estate.

Quindi è risparmio sottratto all’investimento e, di conseguenza alla crescita.

In pratica è un freno all’economia.

Inoltre, il 5% dei proprietari più ricchi possiede il 25% del valore mentre il 50% dei proprietari più poveri possiede solo  il 18.7%, fonte : dipartimento delle Finanze e dall’Agenzia del Territorio, “Gli immobili in Italia 2011”.

Ancora una volta, il presunto vantaggio è in realtà indice di degrado.

Questo ci ricorda anche un’anltra indicazione della crescente sperequazione..

Il 10% delle famiglie più ricche detiene il 45% del reddito. Ciò significa che il restante 90% detiene poco più della metà.

Purtroppo l’isae, l’istituto di ricerca scientifica che calcolava l’indice di Gini per valutare la sperequazione è stato considerato un ente inutile e quindi è  ormai chiuso

Chissà chi ci racconterà ancora queste cose.

Non certo treconti che odia i modelli econometrici.

Lui preferisce tarocchi e taroccamenti.

Strano che tads si sia lasciato sfuggire l’occasione.

Ridiamo ancora ricordando quando treconti, a fronte del pil ridotto a zero volle una correzione del calcolo e la richiese  all’istat.

Pil a zero è brutto. Meglio a 0.1.

 

Andò più o meno così.

 

T : Il pil così non va, proprio non va

I: ministro, Il gdp è armonizzato. Il modello di calcolo dev’essere uniforme per tutte le nazioni europee. Viene calcolato nello stesso modo ovunque in europa ed è pubblicato dall’eurostat.

T: mmm

T: peppe, il re dell’occulto, mi dice che non va. Mi ha fatto anche i tarocchi.

I: …

T: tarocchi.

T: …

T: capito?

I: ?

T: sveglia!

T: peppe, il re dell’occulto ha fatto i tarocchi.

I: ???

T:I tarocchi!. Che, siete meno abili di peppe a fare i tarocchi?

I:….

I:!

I:!!!!!

T: va be. Lo sa che stiamo esaminando la sua posposizione professionale

I: …

T: …

I: In effetti, tutti questi precari  fanno un casino infernale con i calcoli.

T: …

I: meglio ricontrollare.

T: e come la mettete con l’eurostat?

I:…

I: i loro  precari sbagliano più dei nostri!:-O

Tripla Ah per l’Italia!

Argomenti vari 1.785 Commenti »

Dice fra l’altro Roubini  (uno che già nel 2006 predette al FMI fra il generale scetticismo quella che sarebbe stata l’attuale crisi finanziaria) che l’Italia non è troppo grande per poter fallire, casomai è troppo grande per essere salvata.

http://www.milanofinanza.it/news/dettaglio_news.asp?id=201108050942196373&chkAgenzie=TMFI&sez=news&testo=&titolo=Per%20Roubini%20ora%20l’Italia%20rischia%20davvero,%20ma%20spread%20si%20raffredda

Ecco che non passa neanche un giorno che l’America perde una A…

All’epoca deve essere stato che ci abbia azzeccato per caso, infatti per l’Italia tutte le società di rating,  da Moody’s,  Standard & Poor’s,  Fitch Ratings a Mediashopping Ratings & Decoders, hanno confermato la tripla Ah:

Ah Ah Ah

Buon divertimento, complici.

Sdat. La fiacca comicità di S(enza)DAT(i); tads e schopenhauer

la comica performance di tads 32 Commenti »

Il 15/7/11 compare nel forum un testo firmato TADS.

http://discutiamoinsieme.blog.tiscali.it/2011/07/14/titanic/#comments

 

L’intento del testo è chiaramente farsesco.

Apprezziamo però lo sforzo, non il risultato.

Vediamo perché utilizzando un paio di pensatori come  guida.

Schopenahuer identifica nell’ incongruenza il driver della comicità.

La differenza percepita fra un concetto e la realtà può condurre alla risata.

Di queste incongruenze il testo di tads è una lussuosa rappresentazione e non è quindi la quantità di incongruenze che impoverisce la vis comica del testo.

Difficile, appunto,  percorrerle tutte.

Qualche esempio.

Dice tads che bisogna “aggiustare 65 anni di conti”.

In realtà l’esplosione del debito pubblico e, quindi, il  peggioramento delle voci di contabilità nazionale data dal malgoverno craxiano, il latitante nazionale.

Quindi più o meno dagli anni 80.

Va bene l’iperbole, 65 contro 30, ma l’ampiezza ironica è limitata se deve  far perno solo su questo debole tropo.

Prosegue tads:” disoccupazione al di sotto della media Europea. Disoccupazione giovanile anche, i dati diffusi sono fasulli perché conteggiano anche i 15enni .”

L’incongruenza fra la realtà e l’enunciato comico è evidente.

I modelli di valutazione della disoccupazione sono armonizzati per classi d’età e quindi in tutta europa si “conteggiano i 15enni”.

Quindi il calcolo è omogeneo, non fasullo.

E’ cioè possibile confrontare i livelli di disoccupazione fra le diverse nazioni almeno per quanto riguarda le classi d’età.

L’incompleta armonizzazione dell’indicatore non dipende dalle classi d’eta ma dalle caratteristiche degli ammortizzatori

Nella maggior parte dei paesi europei si utilizza l’indennità di disoccupazione mentre in italia lo strumento è la cassa integrazione.

Ciò implica che, per ottenre un confronto più omogeneo, è necessario  sommare la CIG, ordinaria, straordinaria e soprattutto in deroga.

In questo modo il tasso di disoccupazione italiano supera l’11%, fonte  banca italia. , contro il 9.9%. fonte Eurostat.

 

chissà perchè arthur sembra sconcertato :)

chissà perchè arthur sembra sconcertato :)

Per fortuna questo esecutivo ha nei cassetti il collegato lavoro che, completando l’opera dell’ l’articolo 64 della legge 133/08, porterà, se approvato, l’obbligo scolastico a 15 anni.

 

Il giochetto quadra ma l’ironia ne soffre.

 

:D

Il Presidente incanta, carta canta.

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«E’ dannoso per l’interesse di tutti noi che ci siano dei media che continuino a rappresentare la crisi come qualcosa di definitivo e di tragico». (Silvio Berlusconi, 5 marzo 2009)

«Sicuramente è finita la paura dell’apocalisse. E’ rallentata la caduta, dall’autunno in poi, del traffico e del commercio che è la nostra ricchezza. Guardiamo al futuro con qualche speranza». (Giulio Tremonti, 19 aprile 2009)

«Il rischio di un crollo, del peggio, è abbastanza alle nostre spalle. Su questo abbiamo una visione comune con gli imprenditor»i. (Giulio Tremonti, 29 aprile 2009)

«Il momento peggiore è passato e d’ora in poi ci saranno miglioramenti. C’è stato un diluvio universale, ma ora siamo qui e stiamo meglio di prima. Il governo ha fatto bene a diffondere fiducia. Non abbiamo peccato di ottimismo perché questa crisi, è stato dimostrato, ha grande origine nel fattore psicologico». (Silvio Berlusconi, 17 maggio 2009)

«La caduta sta finendo e l’Italia è messa meglio di altri. Una volta l’Italia faceva notizia perché erano dati negativi ma oggi la notizia è che l’Italia non fa più notizia, anzi alcune cose le iniziano a riconoscere». (Giulio Tremonti, 4 giugno 2009)

«Ciò che doveva accadere per banche e mercati è già accaduto. Chi doveva fallire ha fallito e tutti quelli che facevano speculazione non ci sono più. Oggi non ci sembra che ci siano altre situazioni che dobbiamo temere». (Silvio Berlusconi, 4 luglio 2009)

«Siamo in un momento difficile per la crisi del mondo: io sostengo che il peggio è passato». (Silvio Berlusconi, 6 luglio 2009)

«Il peggio è passato, siamo in fase di conclusione». (Silvio Berlusconi, 8 settembre 2009)

«La crisi sta passando». (Giulio Tremonti, 28 settembre 2009)

«Il peggio della crisi sembra che sia alle nostre spalle e che sia iniziata, sia pure lentamente, la ripresa». (Silvio Berlusconi, 29 ottobre 2009)

«Il peggio è ormai alle spalle. Non possiamo lamentarci. Non va malissimo. Ci sono forti segnali di ripresa, basta vedere i dati dell’Ocse. Stiamo procedendo bene nonostante il momento non sia certamente uno dei migliori». (Silvio Berlusconi, 7 novembre 2009)

«Riteniamo che il peggio sia passato e che ci sia la ripresa». (Silvio Berlusconi, 5 dicembre 2009)

«In Europa ci sono Paesi come la Grecia, il Portogallo, la Spagna e l’Irlanda che sono in situazioni abbastanza preoccupanti, mentre noi ce la stiamo cavando meglio di tutti gli altri». (Silvio Berlusconi, 6 febbraio 2010)

«Dopo essere usciti da una forte crisi, stiamo iniziando la risalita, non è veloce, non ha forti numeri ma è certamente risalita». (Silvio Berlusconi, 11 marzo 2010)

«Grazie alla limitata esposizione alla bufera sui mercati finanziari internazionali e al collasso del settore immobiliare, gli effetti peggiori della crisi sono stati solo temporanei in Italia». (Giulio Tremonti, 25 aprile 2010)

«L’Italia sta meglio di altri Paesi ed è vaccinata da eventuali contagi». (Giulio Tremonti, 6 maggio 2010)

«La crisi è alle spalle. E noi ne stiamo uscendo meglio di altri paesi europei». (Silvio Berlusconi, 29 giugno 2010)

«La crisi si sta concludendo, ci sono segnali di ripresa. Il peggio è passato, siamo in fase di conclusione della crisi. Lo hanno detto Obama, Bernanke, il Fondo monetario, la commissione europea: ci sono segnali, germogli di ripresa, ora bisogna mettere da parte coloro che inneggiano al catastrofismo». (Silvio Berlusconi, 8 settembre 2010)

«L’Italia aveva bisogno di rigore e credibilità. Lo abbiamo fatto tenendo in ordine i conti pubblici e nello stesso tempo salvaguardando i redditi delle famiglie e dei lavoratori colpiti dalla crisi. E’ stata la scelta giusta. Ha consentito di superare la crisi e di non farci trovare nelle condizioni in cui si sono trovati altri Paesi europei alle prese con deficit pubblici giudicati non sostenibili dai mercati finanziari e quindi esposti ad attacchi speculativi». (Silvio Berlusconi, 29 settembre 2010)

«Abbiamo realizzato una vera e propria missione impossibile: abbiamo affrontato la crisi senza mettere mai, dico mai, le mani nelle tasche degli italiani». (Silvio Berlusconi, 10 maggio 2011)

LE MECCANICHE DEBOLI

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Abbiamo un nuovo compagno di viaggio. Da leccarsi le dita

La democrazia non è meritocratica. Per votare è necessaria una sola condizione: l’età. Più o meno perché anche gli ergastolani dovrebbero avere diritti politici secondo la corte europea.

E al netto del bilanciamento dei poteri.

Nessuno seleziona i più veloci, i più golosi, i più intelligenti. Non c’è merito. Basta l’età. Si può perfino governare con condanne a carico, almeno in italia. Ma non è sempre stato così. L’umanità è stata prevalentemente governata dal paradigma meritocratico, diritto di nascita, diritto di intelligenza, diritto da religione, diritto del più muscoloso. La diffusione del diritto universale ha richiesto tempo e infinite rivoluzioni. Il diritto del merito è riduzionista in due accezioni privilegiate.

E’ “riduzionista” nel senso che riduce, asciuga,il numero dei decisori :consesso dei saggi, la scimmia alfa, il papa. Se qualcuno deve decidere, ha conquistato questo diritto con la forza dei canini, la scimmia, o con la forza di dio, il papa.

Quanto più intangibile ed assoluta la fonte del diritto, quanto più potente l’investitura. Qui il termine “assoluto” porta alla seconda, più consueta, interpretazione del riduzionismo. La negazione dell’ incertezza e la conseguente sottomissione alla catena di cause scatenanti e di effetti necessari è il cuore del logos e, quindi, della teologia per come si è connotata in occidente.

Ovviamente reclamare un dio indimostrabile è stata la scelta più semplice per pretendere ,con facilità e sicurezza, l’investitura ed il con seguente potere. Ma la teologia non è solo questo, non appartiene unicamente alla religione. L’intera storia della scienza dimostra come le conoscenze scientifiche sono state determinate dalla teologia del determinismo. E fino ad epoche relativamente recenti, l’incertezza, il caso ed il caos sono stati emarginati. Einstein, ad esempio, si incazzò parecchio con plank e l’introduzione dell’incertezza probabilistica.

L’incertezza fa paura anche alla scienza. Un leader, anche se odiato, è una scelta migliore dell’incertezza. Qualcuno che decida e sia investito della massima autorità. Che sia un presidente, il solito papa o un enunciato categorico. La democrazia non è questo. Apre all’incertezza, annulla la meritocrazia. Si dice che tutti hanno diritto di incidere sulle condotte di tutti.

E non è poco.

Sicuramente è una condizione che non abbiamo ancora assorbito e abbiamo avuto bisogno di mediare con la figura del rappresentante. Ma, proprio per questo, la democrazia rappresentativa è una democrazia ancora incompleta. E, per quanto dimostrato da un premio nobel, arrow, impossibile da realizzare. Il passaggio dal determinismo all’incertezza sembra centrale. Dall’enunciato categorico alla compresenza dei linguaggi e, soprattutto, alla loro dinamica trasformazione. E’ affermare che nessuno è in grado di determinare la via migliore perché le condotte di vita di una nazione, concetto peraltro restrittivo e consumato, percorrono da piani che nessun essere umano è in grado di comprendere, con prendere, con tenere. Piani dell’esistenza e non piani dell’essenza. Perché gli italiani non sono italiani in questo momento. E neanche lo erano. La democrazia è incerta, non conosce con la precisione di cugia, in grado perfino di determinare il genoma degli italiani. 

Una chiara rappresentazione di teologia della rigidità. Basta contare gli enunciati assertivi: “l’italia è …”,”assoluta intolleranza…” , “Non abbiamo rispetto…”,” l’Italia è una grande ingenua”, “nostro dna” In sintesi, un testo tomista, adatto più al medioevo che alla democrazia. Insomma, un testo ratzingeriano, una sorta di miseria cognitiva o di menomazione del linguaggio a seconda del sistema di riferimento da cui si esplora il testo .

La democrazia non sa bene cosa siano gli italiani e tanto meno è in grado di affermarne l’invarianza. La democrazia non può essere teologia E neanche teleologia. Certamente si è dimostrata un salto quantico, la capacità di non comprendere e, quindi, di non identificare con quella certezza che un teologo o uno sciamano pretenderebbero. La democrazia è quindi altro dall’identificazione. E neanche l’identificazione di un carattere, di una connotazione.

E, di conseguenza, non può essere personalizzazione perché la “persona” è la percezione della rappresentazione dell’identità.


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