Sei così un perdente che non ti accorgi                                                                                                                                                                          nemmeno quando stai vincendo?”

H. Keitel a G. Clooney in Dal tramonto all’alba

Stasera, allertati dai servizi segreti per commentare la rivendicazione del nucleo Olga per le giornate primaverili del Fai, si parla di…

anarchia

“Diciamo subito che la punteggiatura lascia molto a desiderare – esordisce criticamente Italo – mancano in determinati passaggi le virgole, gli apostrofi, oppure virgole in luogo dei due punti, e manco un punto e virgola! Io l’avrei scritta meglio.”

“E poi non va mai a capo – aggiunge Ilaria – mi sembrava di leggere Il soccombente di Bernhard…”

“Bene piuttosto la descrizione dell’afflato emotivo – rimarca Innocenzo – la sensazione piacevole per quel ‘piccolo frammento di giustizia’. Scava bene il solco fra chi ci si può immedesimare e chi invece indignare. E poi ‘siamo fatti di carne e sogno’,  molto shakespeariano, felliniano. Mi ricorda Prova d’orchestra quando in contesto rissoso e autoreferenziale irrompe ‘la realtà’, una palla di piombo…”

“Ma vi rendete conto che si sta parlando di un reato, di un crimine? – si indigna, appunto, Ippazio – Hanno sparato a un uomo! Di questo passo dove andremo a finire? Urge un governo di unità nazionale formato da tutte le forze moderate e responsabili per respingere il vile attacco alle istituzioni democratiche e…”

“Ma falla finita!” – lo interrompe Ischirione.

“Invece potrebbero, dico potrebbero, stare così le cose – ragione Idea – quando il potere è in difficoltà, e mi sembra che uno zinzinello lo sia in questo periodo, l’esperienza di questo Paese insegna che per sfangarla, per serrare le file delle ‘istituzioni democratiche’, occorre evocare i fantasmi dell’eversione, primi fra tutti gli anarchici, che sono i più a portata di mano per la loro natura indefinita, impalpabile, evanescente; fantasmi, appunto. Un deja vu degli anni ’70. Io controllerei l’alibi di Valpreda. Come? Ah, è morto.”

“Analisi non morale è ciò che serve a noi, morale non analisi è ciò che serve a loro – interviene Ivanoe – se scadiamo nel complottismo non rendiamo un buon servizio alla prospettiva anarchica. Per essere complottisti bisogna avere un bel complesso di inferiorità, aver deciso che noi siamo nulla, nulla! Che c’è sempre e comunque qualcuno più forte, più tenace, più intelligente di noi. Che tutto è già deciso in segrete stanze che albergano alieni, non esseri umani fallibili. Credere a niente è altrettanto ottuso e superficiale che credere a tutto. La Storia, il progresso, dimostrano che il potere è tutt’altro che astuto e lungimirante. Nel corso dei secoli il potere ha perso gran parte delle sue prerogative, non certo perché ha fatto delle graziose concessioni, ma perché gli sono state sottratte dagli oppressi che non si sono rassegnati e arresi!”

“A proposito di ‘immedesimazione lontana’- dice Isotta – entrando nel merito della strategia, condivido la scelta di colpire una piovra come Finmeccanica piuttosto che l’abusata Equitalia, ma vedrei bene anche un cambio di target, proprio per aggiungere ulteriori ‘frammenti di giustizia’ e non per facile ricerca di consenso (benché …), verso il mondo bancario. Lì non pullulano solo stregoni della finanza ‘dall’anima candida e della coscienza pulita’. Lì sguazzano autentici figli di puttana, orgogliosi di esserlo, che, vi assicuro, godono solo nel fottere il prossimo. Godono nell’esercitare il dominio sui più deboli, sugli sprovveduti. Godono della loro posizione privilegiata a dispetto del mondo infelice e disperato che li circonda; anzi alimentano volutamente le diseguaglianze perché le vivono come un’affermazione del loro ‘valore’. Vivono la loro impunità come un segno di predestinazione divina. Si sentono così vincenti da non accorgersi nemmeno quando stanno perdendo. Allora ci vuole qualcuno che li prenda da parte e glielo faccia capire…”

“Un punto debole della rivendicazione –  osserva Illuminato – è l’affermazione che l’azione è stata compiuta da militanti senza alcuna esperienza “militare”… Si era detto anche a proposito del commando di via Fani …uhm… poco credibile”

“Un altro punto debole – aggiunge Ippocrate – anzi stucchevole, a mio parere, riguarda la polemica con gli anarchici che si limitano a scrivere canzoni, a scrivere su riviste e siti… Ha un acido retrogusto di beghe interne, da cortile. Scusate, da ciascuno secondo le sue capacità! Io per es. non so nemmeno come si fa a guidare un motorino, figurarsi a rubarlo…”

“Se è per questo – concorda  Innocenzo – a me fa impressione il sangue. Svengo regolarmente quando mi tocca andare a fare un prelievo. Svengo alla vista del mio sangue, figurarsi quello altrui. Si vede che sono malato di gregarismo… ”

“Sarà – conclude Idea – ma mi resta il sospetto di un fake di Guy Debortoli, proprio finalizzato a resuscitare i partiti morti viventi garanti del sistema cui tanto deve Rcs e gli altri ‘poteri forti’ oggi non più tanto sicuri della loro forza. Insomma che si tratti di opera di Rcs/Sds (società dello spettacolo) piuttosto che di Fai/Fri, avallato dai servizi come ‘attendibile’. Se invece non è un falso, dicono che faranno altre sette azioni. Vederemo se avranno la capacità operativa per realizzarle. Vedremo. Hic Rhodus, hic salta.”

Queste dunque le perdite di tempo degli italiani che pensano a ste cose invece di produrre e consumare per alimentare la crescita.