“Ciò che produce il bene generale è sempre terribile, o pare strano quando si incomincia troppo presto”  Saint Just

Stasera, giunti finalmente al capolinea di questa stucchevole telenovela euro sì euro no, si parla dell’imminente…

crac

 “Le conseguenze saranno incalcolabili, imprevedibili – cita Ubaldo – occhio che i primi ad andarci di mezzo sarete voi! Voi precari, disoccupati, sottoccupati, pensionati. Occhio! Quanto a voi, cari salariati, sappiate che guadagnate già fin troppo! (Polillo dixit)”

“Che carini – si compiace Ulderica – all’improvviso si preoccupano per noi! Dopo avere sviluppato e portato a termine il programma di scorticamento e macelleria sociale, ci avvertono che la nostra posizione economico sociale potrebbe anche peggiorare…D’accordo, affare fatto: con l’imminente catastrofe finanziaria i primi ad andarci di mezzo saremo noi. Ma i secondi sarete voi, e questo sarà uno spettacolo impagabile…”

“Mannò, maddai – sdrammatizza Ugo – una soluzione si troverà. Non dimentichiamo il proverbiale ‘stellone’ italiano che alla fine sempre ci protegge e ci leva dai guai. Qualche santo ci aiuterà. Chessò, un SuperMario (Monti? Draghi? Balotelli?)”

“Certo che una soluzione c’è – illustra Ursus – non solo uscire dal sistema dell’euro non è una bestemmia, ma non lo è nemmeno uscire dal sistema capitalistico. L’unico sbocco possibile di questa crisi si sostanzia in una parola culturalmente impronunciabile, se non in determinati ambienti francescani, ma di cui dovremo fare forzatamente abitudine: povertà. Non tutti sono pronti per la povertà, e l’unica via per farla universalmente accettare e non farci scannare gli uni con gli altri è che essa sia equamente distribuita.”

 “Scusi – domanda trepidante Ugo – ma lei è comunista?”

“Non è una questione di terminologie, di appiccicare etichette o di rivendicare identità – risponde Ursus – Essere comunista ha un significato altrettanto aleatorio che essere credente. Quanti dèi ci sono? Uno può essere credente in allah, in visnù, in yahweh. Uno può dirsi cristiano ed essere ortodosso, mormone, avventista, maronita, caldeo, testimone di geova.  Uno può essere cattolico e avere una visione e una pratica delle fede legata a c.l. oppure ad azione cattolica, alla caritas, all’opus dei, ecc. Allo stesso modo i comunismi non sono tutti uguali. In Urss c’è stato Stalin e c’è stato Kruscev. In Italia Berlinguer e l’esperienza amministrativa tosco-emiliana. In Cile Allende e in Corea del nord la grottesca saga di Kim Il sung. Poi ci sono state le esperienze del soviet di Kronstadt , della Comune di Parigi, dei kibbutz israeliani… Dunque, che significa essere comunista? Quale comunismo?. A volte anche il papa quando parla dei meccanismi intrinseci del capitalismo, della logica del profitto e della società dei consumi, mi sembra un comunista…”

“Tutti sanno che le conseguenze non saranno affatto imprevedibili, ma prevedibilissime – spiega Ubaldo – il problema non sarà escogitare nuove forme di investimento, o di difesa dall’inflazione, per i patrimoni mobiliari, per quelli non esisterà ‘rifugio’ al mondo. Il problema sarà escogitare sistemi di reperimento di acqua e cibo. E sarà un problema comune, per il disoccupato come per il saccente economista e per l’ex miliardario. La conseguenza, prevedibilissima, sarà l’avvento di una nuova èra : l’èra della zappa e della vanga. Per tutti”

“Stanotte ho fatto un sogno – racconta Ulderica – ma forse non era un sogno. Mi sono svegliata nel cuore della notte e mi sono accorta che era andata via la luce. Ho pensato che fosse un problema solo del mio appartamento, ma poi ho visto che anche le scale erano buie: il black out riguardava tutto il condominio. Ho guardato fuori dalla finestra e mi sono resa conto che l’intero quartiere era senza corrente elettrica. Poi sono salita all’ultimo piano e dal terrazzo e ho constatato che l’intera città era immersa nell’oscurità. Allora ho capito che per riavere la luce, la sola luce possibile, avremmo dovuto aspettare l’alba.”

Queste dunque le convinzioni degli italiani consapevoli che non vi è nulla da salvare di questo marcio sistema e che l’imminente crac rappresenta il dono più grande per l’umanità, il Rimedio a tutto.