“E’ una verità elementare che le vetrine sono state inventate per essere rotte”  Il Contagio, W. Siti, 2008

Stasera, spaventati più dal crescente astensionismo che dall’occultismo di Halloween, si parla di…

politica

“Grande è la confusione sotto il cielo – cita Ildebrando – dunque la situazione è eccellente, ma bisogna vedere per chi…”

“Non importa se il gatto è bianco o nero – cita a sua volta Indio – purché acchiappi i topi…”

“Da qui a 6 mesi può davvero succedere di tutto – spiega Ikarus – nel bene o nel male. Quel che è certo è che nulla sarà più come prima. Chissà, magari rimpiangeremo questa 2° repubblica. Vent’anni fa eravamo felici di sbarazzarci della ‘partitocrazia’, del pentapartito i cui segretari rubavano e quando ricevevano un avviso di garanzia si dimettevano. Poi sono arrivati quelli che rubano e quando ricevono un avviso di garanzia vanno in tv col loro ghigno migliore a dire beh, allora?”

“Questa disaffezione – lamenta Inge – questo crescente astensionismo fa paura (al potere). E’ come quando qualcuno subisce in silenzio, resta muto e cova rancore: lascia presagire che prima o poi esploderà… Ma se non esplode mai l’astensionismo in sé è inutile, è protesta sterile. Finché si assegnano seggi anche sotto il 50% di partecipazione (come negli Usa, detto per inciso) Serra (Michele) non ha torto: il non voto porta acqua al mulino dei nostri oppressori.”

“Più che indagare sulle cause dell’astensionismo, fin troppo ovvie – osserva Ivo – gli analisti dovrebbero cercare di capire chi sono quelli che ancora vanno a votare. A mio parere appartengono a un duplice ordine di categorie: le clientele e i cretini.”

“E’ un’antica verità che i rivoluzionari sono dei cretini – risponde Ivan – che oggi acquisisce valore soltanto nel suo rovesciamento: poiché oggi solo i cretini sono rivoluzionari e soltanto gli idioti praticano una corretta resistenza. Qui ormai se vuoi stare nel gregge devi astenerti. Arriva un momento nella Storia, come nella vita privata di ognuno, in cui è opportuno fare i cretini; nel paradosso chiamato Italia oggi è un fatto rivoluzionario andare a votare…”

“E se Serra (Davide, intendo) non avesse torto? – si chiede Ippolito – L’ho visto dalla Annunziata e mi ha fatto un’ottima impressione. Questo mondo della finanza non è così brutto come lo si dipinge, è fatto anche di giovani simpatici, puliti, dagli occhi sinceri… Mi ha convinto, voterò Renzi!”

“E’ in corso la rapina del secolo – illustra Ikarus – non si può continuare a mandare avanti brutti ceffi alla Marchionne: il pubblico si spaventa. Servono facce nuove, pulite, convincenti…L’incognita per la buona riuscita della rapina è rappresentata da quel passante imprevisto, che si viene a trovare nel posto sbagliato nel momento sbagliato, che può ostacolare la fuga e mandare in vacca l’operazione così ben congegnata. Renzi è stato avvertito, è d’accordo. Grillo no. La Storia a volta devia dal percorso stabilito altrove a causa di eventi casuali, gettati lì da un destino capriccioso a intralciare la corsa…”

“Sono occasioni che non si ripetono – conclude Inge – Grillo non mi piace, ma lo userò. Grillo non è il fine ma il mezzo, è il martello che infrange la vetrina. E poi la democrazia è anche la libertà di scegliersi l’avversario, il nuovo antagonista: datemi Grillo e Casaleggio che li faccio a fettine sottili sottili…”

Queste dunque le ingenuità degli italiani convinti che esista una via democratica di uscita dalla crisi.