“Siamo qui per difendere la democrazia, non per praticarla” G. Hackman a D.  Washington in Allarme rosso

Stasera, appassionati e divisi come nella peggiore tradizione guelfa e ghibellina, si parla di…

primarie

“Grande partecipazione! – esulta Vitaliano – Grande Politica con la P maiuscola! Addio antipolitica, addio Grillo! Il grande popolo della sinistra alla riscossa!”

“Come ha ben detto Freccero – cita Vauro – chi è di sinistra non è certo andato a votare a queste primarie…”

“Chi è davvero di sinistra – spiega in poche parole Viliana – mira alla trasformazione della società, non alla sua manutenzione…”

“In effetti- concorda Verenzio – sia che vinca Renzi o Bersani, il modello socio-economico varierà di poco. Se vince le primarie Renzi però, come scrive Flores D’Arcais, l’implosione del Pd è assicurata e il quadro politico potrebbe giovarne. Se poi le secondarie le vince Grillo, sciambola! E’ fatta. La decomposizione della terza economia della zona euro determinerebbe il crollo dei mercati, il collasso dell’intero sistema mondiale, la fine del capitalismo. Una favola”

“Può essere – dice Virgilio – tuttavia da vecchio materialista credo che più delle dinamiche elettorali peserà l’esplodere delle contraddizioni del sistema (l’Ilva è solo l’esempio più recente). Il capitalismo non può tenere assieme a lungo profitto con tutela ambientale, sussistenza e dignità dei lavoratori. Prima o poi i nodi vengono al pettine e si evidenzia la grottesca pretesa della ‘finta sinistra’ di tenere il piede in due scarpe.”

“Casca male il nostro Renzino – aggiunge Verenzio – se insiste a spacciarsi  “di sinistra”, non sono più quelli i tempi. La drammaticità della crisi chiarifica la situazione, non è più tempo di centro-sinistra, con o senza trattino, di unione coi moderati, di “ma anche”. Il precipitare della crisi lungo una china sempre più ripida impone radicali scelte di campo: o destra (conservazione, arroccamento nelle posizioni acquisite) o sinistra (rivoluzione).”

“Il nemico non è dentro di noi – opina Viliana – ma fuori. I nostri politici sono meri esecutori di progetti elaborati fuori (non dite che non vi eravate accorti di essere stati commissariati). Si tratta solo scegliere l’uomo di paglia più adatto alla bisogna. Perciò i poteri forti puntano su questo giovanotto ‘finto nuovo’, sulla sua furberia, il suo arrivismo, esemplare epigono perfettamente inserito nel filone culturale del berlusconismo, figlio dei sciagurati anni ’80”

“L’ha detto lo stesso commissario, pardon, premier Monti – concorda Virgilio –l’importante non è il leader, la crosta, ma i programmi, i contenuti. La crosta di Renzi sarà pure  diminuire il numero dei parlamentari, così il popolino è contento, ma i contenuti dovranno restare i medesimi dell’ultimo anno: tagliare, tagliare, tagliare pensioni, sanità, istruzione per reperire fondi per pagare le cedole dei btp. Per non inquietare i rentiers, insomma.”

Queste dunque le doléances di quegli italiani che non detengono in portafoglio titoli di stato.