“Fra sei mesi si rivota e stravinco”  B. Grillo, 2013

“Non sarai così ingenuo da credere di vivere in una democrazia?” M. Douglas a C. Sheen in Wall Street

 

Doppia citazione stasera e serrato dibattito fra compagni lombardi poiché, tacitati i sondaggi e risvegliati i più sofferti travagli interiori, si parla di…

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“Un’ultima chance – piagnucola Imelino – davvero l’ultima. Se deludono anche stavolta, basta. Basta per sempre. Per l’ultima volta, dai, almeno Sel al Senato…

“Ma de che, de che, de che…” – ripete sconsolato Iago

“Ci chiedono aiuto, il voto ‘utile’ – dice Isanna – utile a chi? A loro. Per anni, per intere legislature, ci mettono in difficoltà, non si rendono utili, non ci aiutano, anzi. E poi vengono a chiedere aiuto a noi. Ma perché dovremmo aiutarli? Siete in difficoltà, vi mancano voti? E’ perché non siete abbastanza credibili. Colpa vostra.”

“Parliamoci chiaro – chiarisce, appunto, Isidro – al cospetto dello spettacolo di questa classe politica per come si è fin qui palesata, complice anche la più deprimente campagna elettorale a memoria d’uomo, l’unica seria alternativa è fra astensione o scheda nulla…”

“A meno che non ci fosse un modo più costruttivo di nuocere al sistema…” – interviene Iolanda

“Cosa intendi?” – chiede Isidro

“No niente, pensavo alla novità del M5S…” – fa Iolanda

“Ma per favore…” – piagnucola di nuovo Imelino

“Cercherò di spiegare perché voterò M5S – attacca un pippone Iolanda – perché una persona avveduta, consapevole, lucida, di sinistra voterà M5S. Per chi è di sinistra votare M5S significa rischiare, giocare col fuoco. Ma a questo ci ridotto la sinistra degli ultimi trenta anni, alla necessità di giocare col fuoco e rischiare di bruciarsi per uscire dall’angolo. Innanzitutto lo voto perché andrà all’opposizione; se rischiasse di andare al governo il discorso sarebbe diverso. In una democrazia la funzione dell’opposizione è anche più utile di quella del governo. Una forte opposizione osserva, controlla, denuncia le magagne della maggioranza. Poi certo c’è la demagogia, per davvero, e anche il qualunquismo, il populismo, eccome. Senz’altro il fanatismo degli adepti, il settarismo, l’ambiguità sull’antifascismo, il manicheismo, ‘o con me o contro di me’, ‘o nella chiesa o fuori dalla chiesa’ : ripugnante. Non potrei mai essere iscritta a quel movimento, né esserne ‘attivista’. Lì secondo me è stato un azzardo da parte loro, hanno gettato la maschera: l’accesso tramite Fb per schedare i cittadini. Il web è una pericolosissima arma a doppio taglio: da una parte il più fascista dei sistemi di controllo, dall’altra i germi, i prodromi di un’autentica democrazia diretta.  Fb mi fa più paura dello stesso M5S. E’ in corso una guerra, ce lo dice lo stesso Grillo nei comizi (trasmessi guarda caso da Sky di Murdoch…). La guerra dei media, che condizionerà il mondo nei prossimi decenni. L’accesso tramite Fb per diventare ‘attivista’ prevede fra l’altro, oltre all’acquisizione dei dati sensibili, la trasfigurazione del proprio profilo nel brand M5S. Fb, e il mondo intero, saprà immediatamente, solo guardandoti, se sei dentro o fuori la chiesa. Una stella gialla appuntata sul petto, una stella gialla al contrario, al merito. Schedati come gli ebrei. Anni fa si tennero elezioni durante la pasqua ebraica e i cittadini di quella comunità  poterono uscire di casa per votare solo un’ora dopo il tramonto. Qualcuno (i radicali, mi pare) suggerì di non lasciarli soli, di andare a votare insieme a loro, la sera, affinché non si potesse distinguere fra chi era ebreo e chi no. Siete troppo ingenui per credere che il papa sia ateo. Cosa pensate, che Grillo voterà M5S? Lo scopo non è prendere voti, lo scopo è schedare, arruolare, imporre una divisa per riconoscere il nemico, per non spararsi addosso. Perché il commando di via Fani indossava una divisa da avieri? Cari Casaleggio e associati, prenderete il mio voto, ma non prenderete altro. E’ questo la sgarro più grave che possiamo fargli (Facebook, Sky… avete contro i poteri forti, eh!). Il voto è un pretesto, ciò che sta loro davvero a cuore è penetrare la nostra privacy, carpire ogni dato, leggerci nella mente. Non vogliono il nostro consenso, vogliono la nostra anima. Non è nemmeno politica, è marketing nel senso deteriore, bassamente consumistico del termine. Ebbene vi voterò, ma non saprete mai chi sono. Vi voterò proprio perché non volete il mio voto.”

“Ok, ok mi hai convinto – interrompe Inneo – farò altrettanto (forse). Non so perché mi viene in mente un episodio di tanti anni fa, quando ero giovane e figlio di papà. Come premio per avere superato un difficile esame mi fu regalata una moto. Una bella moto, enduro, di grossa cilindrata. Non dirò che avevo sostenuto l’esame con il prof. Monti, sarebbe troppo romanzato. Comunque il corso era il suo, avevo seguito le sue lezioni e già allora in aula si poteva apprezzare la sua ‘empatia’ (empty come battezzerà il suo cagnolino). In realtà fui interrogato da un suo assistente. Non dirò che presi 30, sarebbe troppo romanzato, in realtà non ho mai preso più di 28. Bene, con la mia nuova moto fiammante e potente presi a scorrazzare lungo i rettilinei dietro a Malpensa. Traffico scarso, camion più che altro, grossi tir. Aprendo il gas a tutta velocità mi mettevo nella corsia di sorpasso puntando i camion che mi venivano incontro. I camionisti rallentavano, tentavano di accostare, lampeggiavano con gli abbaglianti temendo di avere incrociato un maledetto aspirante suicida. Ma il brivido era solo da parte loro. Da parte mia ero tranquillissimo, ero sicurissimo che all’ultimo istante avrei sterzato mettendomi in salvo. Infatti mi è sempre andata bene, me la sono sempre cavata.”

Queste dunque le amare considerazioni dei cittadini residenti nel più fortunato pezzo d’Italia; figuriamoci gli altri.