“Qui facciamo solo finta. A chi non piace fare finta?” Spongebob a Patrick

Stasera, commossi e rasserenati dal bis presidenziale preludio di largo inteso governissimo benedetto da sua santità lo spread, si parla di…

Spettacolo

“Bando ai preamboli – va giù sbrigativo Ennodio – era abbastanza ingenuo pensare che l’attuale classe politica, paravento dell’attuale classe dirigente, potesse farsi condizionare nelle sue decisioni da quisquilie come le volontà espresse dal popolo italiano in sede elettorale.”

“Infatti – concorda Ereda – finché ci sono i numeri, si fa quel che si vuole. Finché ci sono i numeri…”

“I numeri li avranno sempre e cercherò di spiegare il perché – cerca di spiegare, appunto, Eutalia – Cercherò di spiegarlo con altri numeri:  in Italia ci sono 20 milioni di cittadini che non hanno una connessione internet e ce ne sono 29 milioni che si collegano una volta al mese. In Italia ci sono 4 milioni di utenti twitter (comprese duplicazioni e falsi). Mentre il 96% delle famiglie italiane dispone di una tv, il 92% di un cellulare, il 67% di un decoder, il 63% di un dvd e solo il 58% di un computer.”

“D’accordo, penso di capire a cosa ti riferisci – argomenta Ermo – tuttavia occorrerebbe distinguere fra quantità e qualità. I “pochi” che accedono al web e scrivono e interagiscono tramite quel mezzo col potere, mediamente sono portatori di una capacità di critica qualitativamente superiore agli spettatori di “Affari tuoi” (prime time di Raiuno, servizio pubblico) e pertanto più incisivi nell’orientare l’opinione pubblica, almeno quella non narcotizzata dall’informazione mainstream”

“Gustosissimo e molto istruttivo a tal proposito – illustra Enzo – lo scambio di battute in streaming : ‘sembra di essere a ballarò’ e l’altro ribatte ‘eh, ma purtroppo non siamo a ballarò’ come a dire qua non possiamo fare finta, dobbiamo discutere sul serio. Un cortocircuito rivelatore che secondo logica avrebbe dovuto portare all’immediata chiusura del citato talk show, per acclarata e asseverata perdita di credibilità. Invece tutto continua serenamente come prima, gnanca un plissé …(cit)”

“Il punto è proprio questo – precisa Ermo – chi è narcotizzato non sa di esserlo, anzi pensa sempre di essere più sveglio degli altri, perché in questo contesto basta davvero poco. Basta poco per sentirsi migliori di un partecipante al Grande fratello, basta quello e già ti senti a posto. Basta poco per sentirsi più acculturato di un politico che non sa la capitale dell’Afghanistan, e quindi ti accontenti della tua cultura. Certo che Rodotà è meglio di tanti altri, ma ti fanno sentire un rivoluzionario se ti lasciano gridare in piazza Ro-do-tà, e tu ti accontenti… Lo spettacolo lavora per il livellamento verso il basso delle masse anche attraverso questi trucchetti, oltre che mischiando realtà e finzione affinché non siano più distinguibili. Cosa c’è di più falso e bugiardo di uno spot pubblicitario? Eppure il fatto che si continui ad investire ingenti somme nel mercato pubblicitario spiega che tanta gente ci crede, che la pubblicità funziona. La gente sa che la pubblicità mente e tuttavia le crede.”

“La gente sa che i politici mentono, eppure crede a questi politici, li vota a milioni.– aggiunge Eutalia – Politici che fanno finta di applaudire il presidente che li cazzia in seduta plenaria sapendo che un minuto dopo tutto continuerà come prima. La gente crede che toglieranno l’Imu, e magari lo faranno davvero, ma prendendogli surrettiziamente da una tasca , con gli interessi, ciò che restituiranno con gran dispiego di fanfare nell’altra tasca. Questo lo sanno tutti, ma si fa finta. Si fa finta che va bene così perché così educa a vivere lo spettacolo.”

“Se ti spezzano le ossa non puoi far finta di non provare dolore – conclude Ezechiele – c’è un elemento materiale di questa crisi che sta varcando la soglia del dolore e che la sovrastruttura spettacolare, garante del falso indiscutibile e dell’eterno presente, farà fatica a soffocare e nascondere. Allora si apriranno scenari inediti; per intanto continuiamo a fare finta…”

Queste dunque le amene discussioni degli italiani che fanno finta di riflettere, ma guardano solo cartoni animati, don’t worry…