“L’intimità dovrebbe designare un modo d’essere del vivere che non è solitudine, né semplice riservatezza. Non un allontanamento, non una opacità della vita, ma la possibilità di coglierla nella sua pienezza, fuori d’ogni controllo o interferenza.”  S. Rodotà

Stasera, non sapendo di che cacchio parlare dato che la politica è ormai diventata argomento di nicchia, come testimoniato dalla patetica affluenza alle tornate elettorali, si parla di…

Privacy

“Furbetto il trucchetto di google – denuncia Milziade – quando stai per cliccare sulla voce che hai cercata, tempo un secondo e zac, salta la riga per indurti a cliccare sull’ok al loro utilizzo dei cookie…”

“Questo è solo l’antipasto del futuro distopico che ci attende, dove comandano le macchine, domina la tecnica… tutti in balia di ottusi algoritmi, con buona pace di Casaleggio. E’ la rete bellezza, e tu non puoi farci proprio niente…” – sentenzia Menalippo

“D’accordo ragazzi, ma mettetevi nei ‘suoi’ panni, del potere intendo – spiega Morgana – quale potrebbe essere il suo sogno più grande?”

 “Leggere nel pensiero – indovina Mamillo

 “Esatto – conferma Morgana – se sai, non solo dove si trova fisicamente il tuo suddito (ora facilmente rintracciabile tramite quel braccialetto elettronico volontario che è il cellulare) ma anche a cosa sta pensando (cfr facebook ‘a cosa stai pensando…?’) è fatta: hai il controllo totale della popolazione.”

 “Puoi anche supporre cosa desidera acquistare, cosa sta per fare – ipotizza Marlit – magari compiere un delitto, come in Minority Report.”

 “Così il potere infrangerebbe l’ultimo diaframma – continua  Morgana – nella sua corsa all’immedesimazione con Dio. Parliamoci chiaro, sarebbe suprema pacchia per chiunque, tranne che per gli insensibili e i superficiali, sapere cosa passa per la testa del prossimo, poter leggere quell’infinto romanzo determinato da pensieri, desideri, intenzioni degli umani, dall’intrecciarsi di miliardi di esistenze”

 “Non so quanti sarebbero in grado di cogliere una simile bellezza, di apprezzare la vera essenza del potere divino, che verosimilmente non è in grado di indirizzare i destini degli umani (altrimenti non esisterebbe il male) ma può assurgere a spettatore privilegiato di questo fantastico film che è il dispiegarsi delle vicende umane” – dice Mafalda

 “Niente di nuovo sotto il sole – spiega Milziade – la chiesa attraverso la pratica secolare della confessione prova a catalogare debolezze, aspirazioni, pensieri degli umani, ma ciò che può fare internet in questo senso è inarrivabile.”

 “Troppe seghe mentali! – si lamenta Marlit – se uno non ha niente da nascondere non deve temere nessuno, né google né facebook. Io non ho segreti, dispongano pure dei mie cookie.”

 “Una persona senza segreti è una persona senza personalità – afferma Menalippo

 “Segreti, misteri… sapete qual è il mistero più grande che può esserci dietro una persona? – chiede Mafalda – leggetevi il primo Busi… il mistero più grande è: niente.”

“Ognuno ha i suoi vizi – riflette Mamillo – basta chiamare “seghe mentali” leggere e pensare e oplà, il gioco è fatto: l’espediente narrativo ci consente di stare alla larga da quei brutti vizi con facilità e coscienza a posto.”

 “Non mi preoccuperei più di tanto – cerca di tranquillizzare Moravio – è solo una delle tante illusioni del potere per dominare il mondo. Gli algoritmi sono freddi, aridi, senza anima, insomma stupidi. Non potranno mai decrittare e ridurre in strumenti di marketing i pensieri più profondi.  Ad esempio, che ne può sapere un algoritmo delle preghiere; come potrebbe tradurre il pensiero di Franny affascinata dal Viaggio di un pellegrino? Mentre le paranoie, nell’accezione negativa, sono intuibili, una macchina non può sospettare e tradurre il sollievo di una preghiera che si autoattiva, non può concepire un’ebefrenia costruttiva. Solo Salinger poteva rendere l’idea, solo certi scrittori hanno il potere di dare senso alle cose (imho)”

 Questi dunque i pensieri degli italiani gelosi dei propri pensieri (quelli che ce li hanno, i pensieri).