Tads e la crescita inesistente

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E, finalmente, un colpo di reni.

Tads riesce a  dare il meglio riecheggiando la ormai famosa stronzata di Berlusconi.

Non ricordate?

Suvvia!

Quando voleva convincerci che la  recessione fosse stata causata dagli eventi del 9/11!

Una bufala impressionante.

Allo stesso modo questo professionista della farsa fiacca ci racconta che la produzione industriale è in crescita.

 

Basta il grafico per farsi grasse risate e ricordare i bei tempi del buffonesco eloquio berlusconiano.

 

E’ solo da più di un anno che il trend è negativo.

Forse è ancora poco per sdat..

Lui può aspettare nel suo iperurania.

 

 

Un  sogghigno può  far seguito alla risata se si considera che proprio il 5/7/11 l’istat ha pubblicato la nuova rilevazione relativa al 30/6/11.

Ulteriore ribasso:

q/q  destagionalizzato: -0.6%.

Che sdat porti pure sfiga come il suo capocomico?

produzione industriale

Tads e la catastrofe delle rilevazioni fiabesche

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A questo punto che dire.

Tads perde terreno e non ha idea di come recuperarlo.

Quindi si gioca tutto.

Il solito scambio fra realtà rilevata e fantasie rivelate e ben confuse

 

I telefoni cellulari, i televisori, il parco auto, i vestiti., le vacanze, il  cibo, le nonne e i ciclotroni.

Così.

A cazzo.

 

Niente fonti , niente dati, solo le rivelazioni dell’amico del cugino di schianchi.

Da quella  melma, purtroppo, non si ricava neanche un sorriso di cortesia.

 

Tenendo il punto  con Schopenhauer e gravitando quindi intorno alle incongruenze più vistose, appare macroscopica e contemporaneamente patetica l’affermazione che metà paese è  connesso.

Ovviamente l’affermazione non  è informativa se non relazionata  al grado di penetrazione nelle altre nazioni di riferimento.

Di seguito la classifica della penetrazione di internet considerando  solo europa, asia e americhe.

Fonte:internet world stats 31/3/11.

L’italia si  piazza ultima fra  le nazioni sviluppate e neanche tanto bene fra quelle non troppo sviluppate.

Ovviamente la classifica è incompleta.

 

country penetration
Iceland

0,97

Norway

0,944

Sweden

0,924

Netherlands

0,883

Denmark

0,859

Finland

0,852

Luxembourg

0,843

United Kingdom

0,82

Korea, South

0,809

Switzerland

0,805

Germany

0,799

Brunei Darussalem

0,794

Andorra

0,792

Japan

0,784

North America

0,783

Belgium

0,778

Singapore

0,772

Faroe Islands

0,761

Estonia

0,757

Monaco

0,753

Austria

0,748

Slovakia

0,742

Guernsey & Alderney

0,742

Taiwan

0,7

Gibraltar

0,698

France

0,695

Hong Kong *

0,685

Latvia

0,682

Czech Republic

0,656

Liechtenstein

0,653

Ireland

0,651

Slovenia

0,649

Spain

0,622

Hungary

0,619

Lithuania

0,595

Malta

0,589

Malaysia

0,588

Poland

0,584

Vatican City State

0,577

Serbia

0,562

San Marino

0,534

Macedonia

0,509

Croatia

0,501

Italy

0,492

Macao *

0,49

Jersey

0,486

Portugal

0,48

Bulgaria

0,479

Armenia

0,471

Belarus

0,463

Greece

0,462

Turkey

0,444

Montenegro

0,444

Azerbaijan

0,441

Albania

0,434

Russia

0,43

Man, Isle of

0,421

South America

0,407

Kyrgystan

0,393

Cyprus

0,387

China *

0,363

Romania

0,355

Kazakhstan

0,341

Ukraine

0,339

Vietnam

0,323

Bosnia-Herzegovina

0,312

Moldova

0,309

Philippines

0,292

Georgia

0,283

Central America

0,274

Thailand

0,274

Maldives

0,272

Uzbekistan

0,268

The Caribbean

0,252

Kosovo

0,207

Indonesia

0,161

Mongolia

0,112

Pakistan

0,109

Tajikistan

0,092

India

0,084

Sri Lanka

0,083

Laos

0,081

Bhutan

0,075

Nepal

0,037

Afganistan

0,034

Cambodia

0,022

Turkmenistan

0,016

Bangladesh

0,011

Myanmar

0,002

Timor-Leste  

0,002

help

rendimento 10 anni usa dal 2011. reazione al downgrade s&p

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us 10 yr yld nrw

riferito a

rendimento 10 anni usa dal 2007

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us 10 yr yld

riferito a

tads e tremonti

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Evidentemente tads “sente” in qualche modo la miseria della performance comica e tenta di rimediare sparando a caso il solito feticcio: l’82% degli italiani è proprietario d’immobile.

Lo sappiamo, è la solita storia.

Ma sappiamo anche cosa significa quella percentuale.

Più del 70% del risparmio è immobilizzato nel real estate.

Quindi è risparmio sottratto all’investimento e, di conseguenza alla crescita.

In pratica è un freno all’economia.

Inoltre, il 5% dei proprietari più ricchi possiede il 25% del valore mentre il 50% dei proprietari più poveri possiede solo  il 18.7%, fonte : dipartimento delle Finanze e dall’Agenzia del Territorio, “Gli immobili in Italia 2011”.

Ancora una volta, il presunto vantaggio è in realtà indice di degrado.

Questo ci ricorda anche un’anltra indicazione della crescente sperequazione..

Il 10% delle famiglie più ricche detiene il 45% del reddito. Ciò significa che il restante 90% detiene poco più della metà.

Purtroppo l’isae, l’istituto di ricerca scientifica che calcolava l’indice di Gini per valutare la sperequazione è stato considerato un ente inutile e quindi è  ormai chiuso

Chissà chi ci racconterà ancora queste cose.

Non certo treconti che odia i modelli econometrici.

Lui preferisce tarocchi e taroccamenti.

Strano che tads si sia lasciato sfuggire l’occasione.

Ridiamo ancora ricordando quando treconti, a fronte del pil ridotto a zero volle una correzione del calcolo e la richiese  all’istat.

Pil a zero è brutto. Meglio a 0.1.

 

Andò più o meno così.

 

T : Il pil così non va, proprio non va

I: ministro, Il gdp è armonizzato. Il modello di calcolo dev’essere uniforme per tutte le nazioni europee. Viene calcolato nello stesso modo ovunque in europa ed è pubblicato dall’eurostat.

T: mmm

T: peppe, il re dell’occulto, mi dice che non va. Mi ha fatto anche i tarocchi.

I: …

T: tarocchi.

T: …

T: capito?

I: ?

T: sveglia!

T: peppe, il re dell’occulto ha fatto i tarocchi.

I: ???

T:I tarocchi!. Che, siete meno abili di peppe a fare i tarocchi?

I:….

I:!

I:!!!!!

T: va be. Lo sa che stiamo esaminando la sua posposizione professionale

I: …

T: …

I: In effetti, tutti questi precari  fanno un casino infernale con i calcoli.

T: …

I: meglio ricontrollare.

T: e come la mettete con l’eurostat?

I:…

I: i loro  precari sbagliano più dei nostri!:-O

Sdat. La fiacca comicità di S(enza)DAT(i); tads e schopenhauer

la comica performance di tads 32 Commenti »

Il 15/7/11 compare nel forum un testo firmato TADS.

http://discutiamoinsieme.blog.tiscali.it/2011/07/14/titanic/#comments

 

L’intento del testo è chiaramente farsesco.

Apprezziamo però lo sforzo, non il risultato.

Vediamo perché utilizzando un paio di pensatori come  guida.

Schopenahuer identifica nell’ incongruenza il driver della comicità.

La differenza percepita fra un concetto e la realtà può condurre alla risata.

Di queste incongruenze il testo di tads è una lussuosa rappresentazione e non è quindi la quantità di incongruenze che impoverisce la vis comica del testo.

Difficile, appunto,  percorrerle tutte.

Qualche esempio.

Dice tads che bisogna “aggiustare 65 anni di conti”.

In realtà l’esplosione del debito pubblico e, quindi, il  peggioramento delle voci di contabilità nazionale data dal malgoverno craxiano, il latitante nazionale.

Quindi più o meno dagli anni 80.

Va bene l’iperbole, 65 contro 30, ma l’ampiezza ironica è limitata se deve  far perno solo su questo debole tropo.

Prosegue tads:” disoccupazione al di sotto della media Europea. Disoccupazione giovanile anche, i dati diffusi sono fasulli perché conteggiano anche i 15enni .”

L’incongruenza fra la realtà e l’enunciato comico è evidente.

I modelli di valutazione della disoccupazione sono armonizzati per classi d’età e quindi in tutta europa si “conteggiano i 15enni”.

Quindi il calcolo è omogeneo, non fasullo.

E’ cioè possibile confrontare i livelli di disoccupazione fra le diverse nazioni almeno per quanto riguarda le classi d’età.

L’incompleta armonizzazione dell’indicatore non dipende dalle classi d’eta ma dalle caratteristiche degli ammortizzatori

Nella maggior parte dei paesi europei si utilizza l’indennità di disoccupazione mentre in italia lo strumento è la cassa integrazione.

Ciò implica che, per ottenre un confronto più omogeneo, è necessario  sommare la CIG, ordinaria, straordinaria e soprattutto in deroga.

In questo modo il tasso di disoccupazione italiano supera l’11%, fonte  banca italia. , contro il 9.9%. fonte Eurostat.

 

chissà perchè arthur sembra sconcertato :)

chissà perchè arthur sembra sconcertato :)

Per fortuna questo esecutivo ha nei cassetti il collegato lavoro che, completando l’opera dell’ l’articolo 64 della legge 133/08, porterà, se approvato, l’obbligo scolastico a 15 anni.

 

Il giochetto quadra ma l’ironia ne soffre.

 

:D


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